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Introduzione

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L'opera

Identità e paternità

I sonetti

Introduzione

1-10 51-60 101-110
11-20 61-70 111-120
21-30 71-80 121-130
31-40 81-90 131-140
41-50 91-100 141-154

 

 

introduzione

 

Racconta lo studioso inglese Stephen Greenblatt, nel suo bel libro "Vita, arte e passioni di William Shakespeare" che nella cittadina di Stratford, dove il grande drammaturgo elisabettiano è nato e vissuto, vi era una scuola, frequentata dal Bardo, dove quasi sicuramente venivano studiate e recitate le commedie dell’antichità, su tutte quelle di Plauto e Terenzio.
Greenblatt insinua che qualche anno dopo, nel 1594, aspirante commediografo a Londra, Shakespeare abbia ripreso l’intreccio di una di quelle commedia di Plauto - "I Menecmi" -, aggiungendovi una seconda coppia di gemelli per rendere tutto ancora più confuso, e abbia scritto "La commedia degli errori".

 

Opera prima, dunque, e per certi aspetti ancora imperfetta, la commedia - la più breve mai scritta da Shakespeare, poco più di millesettecento versi suddivisi in cinque atti - di ’assurdi equivoci’ è zeppa sul serio. Il drammaturgo inglese mescola insieme tutto quello che conosce: la farsa plautina, di cui riprende il tema del doppio, da lui a sua volta raddoppiato, e quello degli scambi di persona -, l’ambientazione esotica tipica del romance inglese e certi morality plays molto in voga in quel periodo. E proprio dai morality plays Shakespeare attinge una comicità sovversiva e una certa solida energia teatrale.
Comica e volutamente confusa, la commedia, ambientata in una Efeso magica e onirica, racconta la vicenda di Egeone, mercante di Siracusa che, arrestato e portato al cospetto di Solino, duca di Efeso, giustifica la sua presenza in città - Siracusa ed Efeso sono acerrime nemiche - raccontando i motivi della sua venuta. Narra allora la storia del suo naufragio, avvenuto molti
anni prima, in cui furono dispersi la moglie Emilia, il figlio Antifolo e il suo servo Dromio.

 

La commedia degli errori è una delle prime commedie scritte da Shakespeare.

Ispirata a "I menecmi" di Plauto, in quest'opera il meccanismo comico del doppio viene elevato a potenza: ai due omonimi fratelli si aggiungono i due servi, anch’essi identici e omonimi.

Nella storia delle rappresentazioni elisabettiane, le due coppie di gemelli sono stati sempre interpretati da due attori dall'aspetto simile. In alcune rappresentazioni moderne, i fratelli e i servi sono stati interpretati da un unico attore.

La vicenda si svolge in una unica giornata, dall'alba al tramonto, passando da un tragico inizio, con Egeone condannato a morte, al più classico degli happy end, con la famiglia ritrovata e un nuovo matrimonio in vista.

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la commedia degli errori - 1590/1594

personaggi

 

SOLINO, Duca di Efeso

EGEONE, mercante di Siracusa

ANTIFOLO DI EFESO, ANTIFOLO DI SIRACUSA: figli gemelli di Emilia ed Egeone

DROMIO DI EFESO, DROMIO DI SIRACUSA: servi gemelli dei due Antifoli

BALTHAZAR, mercante

ANGELO, gioielliere

DOTTOR PINCH, maestro di scuola ed esorcista

PRIMO MERCANTE

SECONDO MERCANTE

UNA GUARDIA

UN CARCERIERE

UN MESSO

 

EMILIA, moglie di Egeone e Priora dell'Abbazia di Efeso

ADRIANA, moglie di Antifolo di Efeso

LUCIANA, sua sorella

LUCE (o NELL), sguattera in casa di Adriana

UNA PROSTITUTA

 

Guardie, Carnefice, Alabardieri

 

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la commedia degli errori - 1590/1594

riassunto

 

La commedia sia apre con Egeone, mercante di Siracusa, arrestato a Efeso per via della rivalità tra le città di Efeso e Siracusa. Egeone racconta la sua vicenda a Solino, duca di Efeso. Gli dice del suo naufragio di molti anni prima, mentre navigava con sua moglie Emilia e due coppie di gemelli identici - i loro figli, di nome entrambi Antifolo, e i servi, di nome entrambi Dromio. Durante la tempesta, sua moglie, uno dei figli e uno dei servi sono dispersi. All'età di diciottanni, Egeone ha permesso agli Antifolo e Dromio rimasti con lui a Siracusa di partire per Efeso, alla ricerca dei gemelli perduti tanto tempo prima. Ma anche di essi si perdono le tracce. Cinque anni dopo, Egeone parte a sua volta per Efeso alla loro ricerca. Solino, commosso dal racconto del vecchio, rimanda la sentenza di Egeone; Egeone ha tempo fino a sera per procurarsi i soldi per riscattare la sua vita, o l'esecuzione non potrà più essere dilazionata.

 

A questo punto giunge a Efeso Antifolo di Siracusa, e la farsa comincia quando ognuno - gemelli compresi - confonde le identità dei gemelli. Antifolo di Siracusa finisce a pranzo con la moglie del suo gemello Antifolo di Efeso, Adriana. Nel frattempo Angelo, un orefice, consegna per errore a Antifolo di Siracusa una catena d'oro ordinatagli da Antifolo di Efeso, dicendogli che sarebbe passato più tardi per il pagamento. Quando Antifolo di Efeso si rifiuta di pagare, Angelo lo fa arrestare. Nel frattempo, Adriana e sua sorella, Luciana, si convincono che Antifolo e Dromio (di Efeso) siano usciti di senno, il che le induce a farli legare e portare da un dottore. Naturalmente, quando in seguito Adriana incontra Antifolo e Dromio (di Siracusa), pensa che siano sfuggiti alle cure del dottore. La coppia di Siracusa è costretta a rifugiarsi in una vicina abbazia. Nel frattempo, Antifolo e Dromio di Efeso riescono davvero a sfuggire al dottore, e arrivano dal Duca mentre Egeone è condotto al patibolo. Nella confusione che si crea mentre ognuno racconta la sua versione degli accadimenti del giorno, Antifolo e Dromio di Siracusa arrivano con la badessa - che risulta essere Emilia, moglie perduta di Egeone. I gemelli chiariscono le loro storie alla presenza del Duca. Alla fine, la condanna a morte di Egeone è condonata e egli può riunirsi a moglie e figli, Antifolo di Siracusa si accinge a sposare Luciana, e tutti vissero felici e contenti.

 

 

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