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Re Giovanni -
1590/1597
aTTO
PRIMO -
Scena
unica |
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La corte d'Inghilterra.
Entrano Re Giovanni, la Regina
Eleonora, Pembroke, Essex,
Salisbury, e altri del seguito,
con loro Chatillon di Francia.
RE GIOVANNI
Adesso parla, Chatillon,
cosa vuole da noi il Re
di Francia?
CHATILLON
Così, dopo i saluti,
parla il Re di Francia
nella mia persona, alla
maestà,
alla illegittima maestà
d'Inghilterra, qui presente.
ELEONORA
Uno strano inizio:
"illegittima maestà"!
RE GIOVANNI
Silenzio, buona madre;
ascoltate l'ambasceria.
CHATILLON
Filippo di Francia, con
buon diritto e a giusto
sostegno
di Arthur Plantageneto,
figlio del tuo defunto
fratello Geoffrey,
avanza le sue più che
legittime pretese
su questa bella isola e
i suoi dominii;
reclama l'Irlanda,
Poitiers, Angiò, la Turenna e il Maine,
e ti invita a deporre la
spada,
che illegittimamente
governa questi vari
possedimenti,
e a consegnarli nelle
mani del giovane Arthur,
tuo nipote e legittimo
sovrano.
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RE GIOVANNI
Che accadrebbe in caso
d'un nostro rifiuto?
CHATILLON
L'irresistibile peso
d'una guerra crudele e
sanguinosa
che farà valere con
forza quei diritti con
la forza negati.
RE GIOVANNI
Abbiamo qui guerra per
guerra, sangue per
sangue,
violenza per violenza:
rispondi così al Re di
Francia.
CHATILLON
Accogli allora dalla mia
bocca la sfida del mio
Re:
questo è il limite
estremo del mio mandato.
RE GIOVANNI
Tu portagli la mia, e
vattene in pace.
Ma sii come un lampo
agli occhi della
Francia,
perché, prima che tu
possa annunciarmi, sarò
già lì:
lo proclamerà il fragore
dei miei cannoni.
Va', dunque! Sii tu la
tromba della nostra ira
e il funebre presagio
della vostra disfatta.
Sia scortato con tutti
gli onori: Pembroke,
occupatene tu. Addio,
Chatillon.
Escono Chatillon e Pembroke.
ELEONORA
E dunque, figlio mio, non ti ho
sempre detto
che l'ambiziosa Constance non si
sarebbe mai quietata
prima d'aver acceso la Francia e
il mondo intero
per i diritti e la causa di suo
figlio?
Si sarebbe potuto prevenire
tutto questo,
trovare un accordo con semplici
e amichevoli colloqui
su ciò che ora deve essere
deciso
con esiti sanguinosi e terribili dallo scontro di due regni.
RE GIOVANNI
Un saldo possesso e il diritto
stanno con noi.
ELEONORA
Il possesso molto più del
diritto, altrimenti
non andrebbero bene le cose per
te e per me:
questo è quello che la mia
coscienza sussurra
nel tuo orecchio e che nessuno
tranne me,
te e il cielo dovrà mai sentire.
Entra uno Sceriffo.
ESSEX
Mio signore, c'è qui la più
strana delle controversie
che io abbia mai udito, giunta
dalla provincia
per essere giudicata da voi:
faccio entrare gli uomini?
RE GIOVANNI
Fateli venire avanti.
Esce lo Sceriffo.
Saranno le abbazie e i monasteri
a pagare le spese di
quest'emergenza.
Entrano Robert Faulconbridge e
Philip, suo fratello bastardo.
Chi siete voi?
BASTARDO
Io sono un vostro fedele
suddito, un gentiluomo,
nato nel Northamptonshire, e
primogenito,
credo, di Robert Faulconbridge,
un soldato che la mano
dispensatrice d'onore
di Cuor di Leone fece cavaliere
sul campo.
RE GIOVANNI
E tu chi sei?
ROBERT
Il figlio e l'erede di quel
medesimo Faulconbridge.
RE GIOVANNI
Lui è il primogenito e tu sei
l'erede?
Non siete nati dalla stessa
madre, allora.
BASTARDO
Certissimamente dalla stessa
madre, potente sovrano;
è un fatto ben noto; e, io
credo, anche da un solo padre:
ma per esser certi di questa
verità,
vi rimando al cielo e a mia
madre:
io ho i miei dubbi, come possono
averli tutti i figli dell'uomo.
ELEONORA
Vergognati, villano! tu
svergogni tua madre
e ferisci il suo onore con
questi tuoi dubbi.
BASTARDO
Io, signora? no, non ho motivo
per farlo;
è la tesi di mio fratello
questa, non la mia;
e se riesce a provarla, mi
spazza via
almeno cinquecento belle
sterline l'anno, lui:
voglia il cielo che l'onore di
mia madre sia salvo,
e anche le mie terre!
RE GIOVANNI
Un tipo tosto! E perché lui, che
è secondogenito,
reclama la tua eredità?
BASTARDO
Non so il perché - certo per
avere la terra -
una volta mi ha accusato
d'essere un bastardo:
se son stato concepito legalmente o no,
ripeto, lascio a mia madre la
risposta;
ma che sia stato ben concepito,
maestà -
riposino in pace le ossa di chi
se n'è preso la briga! -
lo potete giudicare voi stesso
paragonando le nostre facce.
Se il vecchio Sir Robert ci ha
generati entrambi,
se lui è stato il nostro padre,
e questo figlio gli assomiglia,
oh, vecchio Sir Robert, padre
mio, in ginocchio
ringrazio il cielo di non
assomigliarti!
RE GIOVANNI
Eh, che mattacchione ci ha
mandato qui il cielo!
ELEONORA
Ha qualcosa del volto di Cuor di
Leone,
e anche il modo di parlare lo
ricorda.
Non leggi qualche carattere di
mio figlio
nella composizione generosa di
quest'uomo?
RE GIOVANNI
Il mio occhio ha esaminato con
attenzione tutte le sue parti,
e l'ha trovato un perfetto
Riccardo. Voi, signore, parlate,
cosa vi spinge a reclamare le
terre di vostro fratello?
BASTARDO
Tutto perché di profilo
assomiglia a mio padre!
E con quella mezza faccia
vorrebbe portarsi via tutta la
terra:
un mezzo soldo per cinquecento
sterline l'anno!
ROBERT
Mia graziosa maestà, quando mio
padre viveva,
vostro fratello si servì
ampiamente di lui...
BASTARDO
Beh, signore, questo non vi
basterà per avere la mia terra,
dovreste se mai raccontare come
si servì di mia madre.
ROBERT
... e lo mandò, una volta, come
ambasciatore in Germania,
per trattare con l'Imperatore
importantissimi affari di quel
momento.
Il Re approfittò di
quell'assenza,
prese dimora in casa di mio
padre, e lì,
ho vergogna a dirvi come, ebbe a
imporsi;
ma la verità è la verità: vaste
distese di mari e spiagge
dividevano mio padre da mia
madre,
come ho sentito dire da mio
padre stesso,
quando questo allegro gentiluomo
fu concepito.
Sul letto di morte, e per
testamento, mio padre mi lasciò
le terre,
e fino in punto di morte giurò
che questo frutto di mia madre
non era suo,
e che se lo fosse stato sarebbe
venuto al mondo
prematuro di ben quattordici
settimane.
E allora, mio buon sovrano, fate
che io abbia ciò che è mio,
le terre di mio padre, secondo
le ultime volontà di mio padre.
RE GIOVANNI
Signore mio, vostro fratello è
legittimo;
la moglie di vostro padre l'ha
partorito dopo il matrimonio,
e se si è comportata male,
peggio per lei;
è il rischio che corrono tutti
gli uomini che prendono moglie.
Ma ditemi, cosa sarebbe
accaduto,
se mio fratello, che, come voi
avete detto,
si è dato tanto da fare per
generare questo figlio,
l'avesse poi reclamato da vostro
padre?
In verità, buon amico,
vostro padre avrebbe potuto
tenersi questo vitellino,
nato dalla sua vacca, in barba
al mondo intero;
in verità, avrebbe potuto farlo;
così, fosse stato di mio
fratello,
mio fratello non avrebbe potuto
reclamarlo,
né vostro padre, pur non essendo
suo, avrebbe potuto
disconoscerlo:
questo risolve la questione, il
figlio di mia madre
ha generato l'erede di vostro
padre, e l'erede
di vostro padre deve avere le
terre di vostro padre.
ROBERT
L'ultima volontà di mio padre
non vale dunque
a diseredare quel figlio che non
è suo?
BASTARDO
Vale tanto poco a diseredarmi,
credo,
quanto valse mio padre a
generarmi.
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ELEONORA
Preferiresti essere un
Faulconbridge,
e come tuo fratello goderti le
tue terre,
o essere noto come il figlio di
Cuor di Leone,
padrone solo di se stesso e
senza terra?
BASTARDO
Signora, se mio fratello avesse
le mie forme,
e io le sue, e cioè quelle di
Sir Robert,
se le mie gambe fossero, come le
sue, due frustini,
e le mie braccia, come le sue,
imbottite di pelle d'anguilla,
se il mio viso fosse così scarno
da non potermi infilare
una rosa dietro l'orecchio senza
che tutti mi gridassero dietro
"Guarda, guarda, un fiorino che
se ne va in giro!"
e se oltre le sue forme
ereditassi anche tutte le sue
terre,
oh, potessi non muovermi più di
qui,
se non sarei pronto a dar via
tutto
pur di riavere la mia faccia:
non vorrei essere Sir Testina
per niente al mondo.
ELEONORA
Mi piaci molto: non vuoi
abbandonare il tuo stato,
lasciare la terra a tuo fratello
e seguirmi?
Sono un soldato, adesso, diretto
in Francia.
BASTARDO
Fratello, ti affido la mia
terra, io mi affiderò alla
sorte.
La tua faccia t'ha reso
cinquecento sterline l'anno,
ma se la mettessi in vendita a
cinque pence,la troverebbero tutti troppo
cara.
Signora, vi seguirò sino alla
morte.
ELEONORA
Beh, lì preferirei che mi
precedeste.
BASTARDO
La mia educazione da provinciale
mi dice di dare la precedenza ai
superiori.
RE GIOVANNI
Come ti chiami?
BASTARDO
Philip, maestà, così inizia il
mio nome; Philip,
il primo figlio della moglie del
vecchio buon Sir Riccardo.
RE GIOVANNI
D'ora in avanti porterai il nome
di colui
dal quale hai ereditato
l'aspetto:
inchinati, Philip, e rialzati
più grande,
alzati, Sir Riccardo
Plantageneto.
BASTARDO
Fratello per parte di madre,
dammi la mano:
mi ha lasciato onore, mio padre,
il tuo le terre.
Sia benedetta l'ora, giorno o
sera,
in cui, mentre fui concepito,
Sir Robert non c'era.
ELEONORA
Proprio lo spirito d'un
Plantageneto!
Io sono la tua nonna, Riccardo;
chiamami così.
BASTARDO
Signora, lo siete per caso, non
certo per virtù;
ma che importa? un po' di
sbieco, fuor della man destra,
entrato da un pertugio, o forse
dalla finestra,
chi non osa farlo di giorno, di
notte sia astuto,
ciò che si è preso è preso, comunque lo si abbia avuto.
Vicino o lontano, si è ben
sparato se si ha colpito,
ed io sono io, comunque sia
stato concepito.
RE GIOVANNI
Va', Faulconbridge: il tuo
desiderio è diventato vero,
un cavaliere senza terra ti ha
fatto proprietario terriero.
Venite, signora, e vieni anche
tu, Riccardo, con impazienza
la Francia ci reclama, la
Francia, lì è l'urgenza.
BASTARDO
Fratello, addio: la fortuna
t'assista sempre,
tu che sei stato concepito
onestamente.
Escono tutti tranne il Bastardo.
Sono cresciuto un palmo in onore
ma ne ho perso parecchi di
terra.
Però posso fare di qualsiasi
puttanella una Lady.
"Buona sera, Sir Richard!" -
"Dio ti aiuti, buon uomo!" -
e se si chiama Giorgio, io lo
chiamerò Pietro;
perché chi è appena diventato
nobile
dimentica i nomi della gente;
sarebbe un riguardo eccessivo,
un di più di socievolezza per un
titolo appena acquisito.
Eccovi un viaggiatore, lui e il
suo stuzzicadenti,
seduti alla tavola della mia
signoria,
e quando il mio stomaco baronale
è ben pieno,
allora, comincio a succhiarmi i
denti e a catechizzare
quel degustatore di paesi: "Mio
caro signore," -
così comincio, appoggiandomi
bene sui gomiti,
"vi sarei molto grato," - e
questa sarebbe tutta la domanda,
cui arriverebbe la risposta,
come da manuale,
"Signor mio," direbbe questa
risposta,"ai vostri comandi;
a vostra disposizione; ai vostri
ordini, monsignore":
"No, signore", direbbe allora la
domanda,"sono io,
dolce sire, ai vostri"; e così
via, prima ancora che la
risposta
abbia conosciuto la domanda, in
uno spreco di complimenti,
a parlare di Alpi e Appennini,
dei Pirenei e del Po,
avviandoci verso cena.
Questa è una nobile vita
sociale,
adattissima a uno spirito
ambizioso come il mio,
perché è un figlio bastardo del
suo tempo
chi manchi anche d'un pizzico
d'ossequiosità,
e io, ossequio o non ossequio,
sono proprio un bastardo.
E non solo per comportamento,
maniere,
per le forme esteriori o per le
vesti,
ma per quell'impulso interiore
che mi spinge
a profondere quel dolce,
dolcissimo veleno di cui
quest'epoca è affamata,
e nel quale devo impratichirmi,
non per ingannare,
ma per evitare d'essere
ingannato, dato che
ne saranno cosparsi tutti i
gradini della mia ascesa.
Ma chi è che arriva in tutta
fretta, vestito da cavaliere?
Che donna messaggero è mai
questa? Non ha un marito,
che si prenda la pena di
annunciarla col suo corno?
Entrano Lady Faulconbridge e
James Gurney.
O povero me! è mia madre - Come
state, buona signora?
Cosa vi porta qui a corte con
tanta fretta?
LADY FAULCONBRIDGE
Dov'è quel maledetto di tuo
fratello? dov'è
chi dappertutto dà la caccia al
mio onore?
BASTARDO
Mio fratello Robert? il figlio
del vecchio Sir Robert?
Il gigante Colbrand, quell'uomo
fortissimo?
È il figlio di Sir Robert che
andate così cercando?
LADY FAULCONBRIDGE
Il figlio di Sir Robert! Sì,
ragazzo impertinente -
il figlio di Sir Robert? -
perché ridi di Sir Robert?
Lui è il figlio di Sir Robert,
così come lo sei tu.
BASTARDO
James Gurney, ci lascereste soli
un momento?
GURNEY
Con vero piacere, buon Philip.
BASTARDO
Philip?
un nome da passeri! James,
ci sono novità in giro: presto
ti dirò di più.
Esce Gurney.
Signora, non sono il figlio del
vecchio Sir Robert.
Sir Robert avrebbe potuto
mangiarsi
tutto quanto di lui c'è in me
senza rompere il suo digiuno di
Venerdì Santo:
Sir Robert ce l'avrebbe fatta -
beh, per la madonna,
diciamocelo, -
ce l'avrebbe fatta... a
concepirmi?
Non ce l'avrebbe fatta Sir
Robert.
Conosciamo bene i suoi prodotti:
perciò, buona madre,
a chi sono debitore di queste
membra?
Sir Robert non ha collaborato a
fare questa gamba.
LADY FAULCONBRIDGE
Ti sei messo d'accordo con tuo
fratello, tu,
che per il tuo stesso interesse
dovresti difendere il mio onore?
Cosa significano queste
irriverenze, mascalzone
maleducato?
BASTARDO
Cavaliere, buona madre,
cavaliere, come Basilisco.
E che! son ben stato insignito!
Ho il tocco ancora qui sulla
spalla!
Non sono il figlio di Sir
Robert, mamma:
ho rinnegato lui e le mie terre.
Legittimità, nome, tutto è
perduto.
E allora, mia buona madre, fa'
ch'io conosca mio padre;
Un uomo come si deve, spero: ma
chi era, madre?
LADY FAULCONBRIDGE
Hai rinnegato te stesso come
Faulconbridge?
BASTARDO
Con la stessa risoluzione con
cui rinnego il demonio.
LADY FAULCONBRIDGE
Re Riccardo Cuor di Leone è tuo
padre.
Da ripetute e veementi richieste
fui indotta
a fargli posto nel letto di mio
marito.
Per il cielo, non imputarmene
colpa
proprio tu, che sei il frutto di
quel dolce peccato
che con forza, oltre ogni mia
difesa, mi fu strappato!
BASTARDO
Ebbene, sulla luce del sole, ve
lo giuro, dovessi rinascere,
signora, non potrei augurarmi un
padre migliore.
Certi peccati son lievi su
questa terra,
e tali sono i vostri: non fu
follia la vostra colpa.
Foste costretta a lasciare il
vostro cuore in suo potere
come tributo obbediente a un
amore imperioso,
contro la cui furia e
impareggiabile forza
lo stesso leone impavido non
riuscì a sostenere la lotta
e a tener lontana dal suo cuore regale la mano di Riccardo.
Colui che a forza deruba i leoni
del loro cuore
può facilmente vincere quello di
una donna.
Sì, madre mia, con tutto il
cuore ti ringrazio
del padre che m'hai dato! Se c'è
qualcuno
tra i viventi che osa dire che
non ti sei comportata bene
quando mi hai concepito, spedirò
la sua anima all'inferno.
Vieni, mia signora, ti voglio
presentare alla mia gente;
essi ti diranno, che quando
Riccardo mi ha generato,
se tu gli avessi detto no,
sarebbe stato peccato;
questo io sostengo, e chi dice
il contrario mente.
Escono.
Inizio
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