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Entrano la Regina [Elisabetta], Lord Rivers, Lord Grey [e il Marchese di Dorset].
RIVERS
Abbiate pazienza, signora, senza dubbio sua Maestà
presto sarà restituito alla sua salute abituale.
GREY
Il fatto che vi mostriate insofferente, lo farà star peggio;
perciò, state di buon animo, in nome di Dio,
e rallegrate sua Grazia con un'espressione viva e lieta dello sguardo.
ELISABETTA
Se dovesse morire, che sarebbe di me?
GREY
Non ve ne verrebbe altro danno che la perdita d'un signore par suo.
ELISABETTA
La perdita d'un signore come lui porta con se ogni sorta di calamità.
GREY
Il cielo v'ha dato la benedizione di un nobile figlio
che vi consolerà, quando il re non ci sarà più.
ELISABETTA
Ah, egli è giovane e, finché è minorenne,
sotto la tutela di Riccardo di Gloucester,
uomo che non ama né me né alcuno di voi.
RIVERS
È stabilito definitivamente che sarà lui il Protettore?
ELISABETTA
È deciso, anche se manca ancora il decreto;
ma sarà così, se il re viene a mancare.
Entrano Buckingham e [Stanley, conte di] Derby.
GREY
Arrivano i signori di Buckingham e di Derby.
BUCKINGHAM
Buon giorno a vostra Grazia reale.
STANLEY
Dio conservi felice vostra Maestà, come nel passato.
ELISABETTA
La contessa di Richmond, mio buon signore di Derby,
sarà difficile che dica Amen al vostro gentile augurio;
tuttavia, Derby, sebbene ella sia vostra moglie
e non m'ami, siate pur certo, monsignore,
ch'io non vi odio per l'orgogliosa arroganza di lei.
STANLEY
Vi scongiuro di non prestar fede
alle invidiose calunnie dei suoi menzogneri accusatori;
se ella invece è accusata in base a voci veritiere,
siate tollerante verso la sua debolezza che deriva, io credo,
non da radicato malanimo ma da ostinata infermità.
RIVERS
Avete visto il re, oggi, monsignore di Derby?
STANLEY
Veniamo proprio ora, il duca di Buckingham ed io,
da una visita a sua Maestà.
ELISABETTA
C'è qualche possibilità d'un miglioramento, signori?
BUCKINGHAM
Buone speranze, madama; sua Grazia è di buon umore nel parlare.
ELISABETTA
Dio gli conceda salute. Avete potuto conferire con lui?
BUCKINGHAM
Sì, signora; egli desidera effettuare una
fra il duca di Gloucester e i vostri fratelli riconciliazione
e fra loro e monsignore Ciambellano;
li ha convocati alla sua regale presenza.
ELISABETTA
Magari tutto andasse bene - ma non sarà mai così;
ho paura che la nostra felicità sia giunta al termine.
Entra Riccardo [e Hastings].
RICCARDO
Mi fanno torto, e non intendo sopportarlo!
Chi è che si lagna col re
che io, guarda un po', sono scontroso e non li amo?
Per San Paolo, amano certo ben poco sua Grazia
coloro che gli riempiono le orecchie di queste chiacchiere rissose.
Perché non so adulare ed ostentare una cera amabile,
sorridere in faccia alla gente, lisciare, ingannare e imbrogliare,
inchinarmi alla francese con scimmiesca smorfiosità, per
devo esser considerato un nemico rancoroso. questo
Non può vivere un galantuomo e non pensar male di nessuno,
senza che la sua schietta sincerità debba esser insultata
da villani sopraffini, astuti e striscianti?
GREY
A chi dei presenti si rivolge vostra Grazia?
RICCARDO
A te, che non hai né onestà né grazia.
Quand'è che ti ho fatto del male? Quando ti ho fatto torto?
O a te? o a te? o a uno qualsiasi della vostra cricca?
Che vi prenda un malanno a tutti! Sua Grazia reale
(che Dio preservi meglio di quanto voi desiderereste)
può a mala pena tirar un po' di fiato in pace,
senza che voi dobbiate disturbarlo con insulse lamentele.
ELISABETTA
Cognato di Gloucester, avete frainteso la faccenda;
il re, di sua regale iniziativa,
e non provocato da alcun altro postulante,
sospettando probabilmente il vostro odio occulto,
che si manifesta nel vostro comportamento esterno
contro i miei figli, i miei fratelli e me stessa,
ha deciso di convocarci, per conoscere i motivi
del vostro malvolere e, pertanto, rimuoverli.
RICCARDO
Non so cosa dire; il mondo è diventato così malvagio
che gli scriccioli fanno manbassa dove le aquile non osano posarsi.
Da quando ogni villano è diventato gentiluomo,
molti gentiluomini sono svillaneggiati.
ELISABETTA
Andiamo, andiamo: sappiamo che cosa avete in mente, cognato di Gloucester.
Non v'è andata giù la elevazione mia e dei miei amici.
Dio non voglia che abbiamo mai bisogno di voi.
RICCARDO
Intanto, Dio vuole che noi abbiamo bisogno di voi;
grazie a voi, nostro fratello è imprigionato,
io stesso sono disonorato e la nobiltà
è tenuta a vile; mentre ogni giorno
vediamo concesse molte belle promozioni
per nobilitare coloro che, non più di due giorni fa,
non valevano un nobile.
ELISABETTTA
Per Colui che, dalla pacifica condizione di cui godevo,
m'ha elevata a questo vertice pieno di affanni,
non fui io ad aizzare sua Maestà
contro il duca di Clarence; anzi perorai
da zelante avvocato la sua causa.
Monsignore, mi recate un'offesa vergognosa
coinvolgendomi bugiardamente in questi ignobili sospetti.
RICCARDO
Potete negare d'esser stata la causa
del recente imprigionamento di lord Hastings?
RIVERS
Lo può, monsignore, giacché...
RICCARDO
Lo può, lord Rivers! Ma certo, chi non lo sa?
Può far di più, signore, che negar ciò.
Può procurarvi molte fruttuose cariche
e poi negare d'aver messo mano ad aiutarvi,
ed attribuire quegli onori ai vostri grandi meriti.
Che cosa non può essa? Può, sì, per Maria Vergine: può...
RIVERS
Che cosa può per Maria Vergine?
RICCARDO
Che cosa può per Maria Vergine? maritarsi con un re,
uno scapolo, e per di più un avvenente giovanotto:
la vostra ava, è risaputo, fece nozze meno fortunate.
ELISABETTA
Monsignore di Gloucester, da troppo tempo subisco
le vostre brutali reprimende e i vostri maligni sarcasmi;
perdio, informerò sua Maestà
delle volgari offese che mi è toccato spesso sopportare.
Entra la regina Margherita.
Preferirei essere una serva di campagna
piuttosto che una grande regina sottoposta a tali
insulti, derisioni ed attacchi.
Poca gioia mi viene dall'esser regina d'Inghilterra.
MARGHERITA [A parte]
E che quella poca sia scemata è la mia supplica a Dio;
i tuoi onori, il tuo fasto e il trono spettano a me.
RICCARDO
Ah sì, mi minacciate di dirlo al re?
Diteglielo, senza ritegni: sappiate che ciò che ho detto
lo dichiarerò alla presenza del re:
son pronto a rischiare d'essere spedito alla Torre;
è ora di parlare; i miei meriti son del tutto dimenticati.
MARGHERITA [A parte]
Via, demonio! Io li rammento anche troppo bene:
hai ammazzato nella Torre Enrico, mio marito,
ed a Tewkesbury, il mio povero figlio, Edward.
RICCARDO
Prima che voi diventaste regina, e re vostro marito,
ho sfacchinato come una bestia per i suoi supremi interessi;
ho estirpato i suoi superbi avversari
e compensato largamente i suoi fautori:
perché il suo sangue ottenesse la corona, ho versato il mio.
MARGHERITA [A parte]
E come, e sangue assai più nobile del suo e del tuo.
RICCARDO
In tutto quel frattempo, voi e vostro marito Grey
parteggiavate per la casa di Lancaster:
ed anche voi, Rivers. Non fu ucciso vostro marito
per Margherita nella battaglia di Sant'Albano?
Lasciate che vi rammenti, se l'avete scordato,
quel che siete stati prima d'ora e quel che siete ora;
e, nello stesso tempo, quel che io sono stato e quel che sono ora.
MARGHERITA [A parte]
Uno scellerato assassino, e tale sei rimasto
RICCARDO
Il povero Clarence disertò da Warwick, suo suocero,
sì, e commise spergiuro - che Gesù lo perdoni...
MARGHERITA[A parte]
Che Dio se ne vendichi...
RICCARDO
Per battersi dalla parte di Edoardo, per la corona:
e per tutta ricompensa, sventurato signore, è stato messo in gabbia.
Piacesse a Dio che il mio cuore fosse di pietra come quello d'Edoardo,
o che quello d'Edoardo fosse, come il mio, tenero e pietoso.
Son troppo puerilmente ingenuo per questo mondo.
MARGHERITA[A parte]
Sbrigati, dunque, ad andare all'inferno, vergogna, e lascia questo mondo,
demonio infame! È lì il tuo regno...
RIVERS
Monsignore di Gloucester, in quei giorni di confusione
che qui voi rievocate per accusarci di inimicizia,
noi seguimmo il nostro signore di allora, il re nostro sovrano:
faremmo lo stesso con voi, se foste il nostro re.
RICCARDO
Se fossi re? Preferirei essere uno straccivendolo!
Sia lontano dal mio cuore un pensiero del genere!
ELISABETTA
Tanta poca gioia, monsignore, quale supponete
che godreste se foste re di questo paese,
potete supporre ch'io goda, nell'esserne regina.
MARGHERITA[A parte]
È vero, poca è la gioia che ne gode la regina:
infatti sono io costei, e non ne conosco ombra.
Non posso più restarmene paziente!
[Facendosi avanti] Ascoltatemi, briganti rissosi,
che litigate spartendovi quel che m'avete rubato:
chi di voi non trema a guardarmi?
Se non v'inchinate come sudditi davanti a me, vostra regina,
tuttavia, in quanto da voi deposta, tremate di paura, come ribelli.
Ah, furfante, di nobile stirpe, non ti voltare da un'altra parte.
RICCARDO
Immonda strega grinzosa, che cosa fai davanti a me?
MARGHERITA
Null'altro che recitare la storia dei tuoi delitti:
è quanto farò, prima di lasciarti andar via.
RICCARDO
Non fosti bandita, sotto pena di morte?
MARGHERITA
Lo fui, ma l'esilio è per me pena maggiore
di ciò che la morte possa darmi qui, presso la mia dimora.
Tu mi sei debitore d'un marito e d'un figlio;
e tu d'un regno; tutti voi mi dovete ubbidienza.
Questo mio dolore spetta a voi di diritto
e tutti i piaceri che voi usurpate spetterebbero a me.
RICCARDO
La maledizione scagliata contro te dal mio nobile padre
quando cingesti le sue tempie guerriere d'una corona di carta,
e con le tue ingiurie provocasti fiumi di lacrime dai suoi occhi
e poi, per asciugarli, desti al duca uno straccio
intriso del sangue innocente del grazioso Rutland...
le sue maledizioni profferite allora contro di te dall'angoscia del suo cuore
ti sono tutte cadute addosso,
e Dio, non noi, ha castigato le tue imprese sanguinarie.
ELISABETTA
Dio è giusto nel render giustizia agli innocenti.
HASTINGS
Oh, trucidare quel bambino fu l'azione più nefanda
e più spietata mai udita.
RIVERS
A raccontarla, avrebbe fatto piangere perfino i tiranni.
DORSET
Non vi fu chi non predicesse che sarebbe stata seguita dalla vendetta.
BUCKINGHAM
Northumberland, che fu allora presente, pianse a quello spettacolo.
MARGHERITA
Ma come? Eravate tutti ringhiosi, prima ch'io entrassi,
pronti ad azzannarvi l'un l'altro,
ed ora rivolgete tutto il vostro odio contro me?
Ha avuto tanta udienza in cielo la tremenda maledizione di York
che la morte di Enrico e quella del mio diletto Edward,
la perdita del loro regno e il mio esilio tormentoso
non sarebbero che il prezzo pagato per quel bizzoso marmocchio?
Le maledizioni hanno dunque il potere di trafiggere le nuvole e di penetrare in cielo?
Ma allora fate luogo, grevi nuvole, alle mie maledizioni vibranti:
muoia il vostro re d'indigestione, anche se non per guerra,
così come il re nostro morì assassinato perché lui avesse la corona.
Tuo figlio, Edward, che ora è principe di Galles,
per Edward, figlio mio, che era principe di Galles,
faccia, ancor giovane come lui, prima del tempo morte violenta.
Tu stessa, regina, che usurpi il mio trono di regina,
sopravvivi, come me sventurata, alla tua gloria;
possa tu vivere a lungo per pianger la morte dei tuoi figli
e vedere un'altra, com'io vedo te adesso,
adorna dei tuoi diritti, come tu sei rivestita dei miei;
i tuoi giorni felici muoiano essi prima della tua morte
e dopo molte, interminabili ore di cordoglio,
muori non più madre, né moglie, né regina d'Inghilterra.
Rivers e Dorset, voi eravate presenti
e anche tu lord Hastings, quando mio figlio
fu trafitto da pugnali sanguinari. Prego Dio
che nessuno di voi giunga al termine naturale della sua vita,
ma sia stroncato da qualche caso imprevisto...
RICCARDO
Odiosa strega avvizzita, falla finita con la tua fattura.
MARGHERITA
Lasciando fuori te? Fermati, cane, e stammi a sentire.
Se il cielo ha in serbo qualche funesto flagello
superiore a quelli ch'io possa augurarti,
oh, lo trattenga finché siano mature le tue colpe
e poi scagli il suo sdegno
su di te, nemico della pace di questo misero mondo.
Il tarlo della coscienza ti roda continuamente l'anima;
sospetta, finché vivi, dei tuoi amici come traditori;
e tratta come gli amici più diletti perfidi traditori;
il sonno non chiuda quei tuoi occhi letali,
tranne che mentre qualche sogno angoscioso
ti atterrisce con un inferno di orrendi diavoli.
Aborto segnato dal demonio, maiale grufolante,
tu, che dalla nascita ricevesti l'impronta
di schiavo della Natura e figlio dell'inferno;
tu calunnia del grembo incinto di tua madre,
tu schifoso prodotto dei lombi di tuo padre,
tu straccio dell'onore, tu aborrito...
RICCARDO
Margherita!
MARGHERITA
Riccardo!
RICCARDO
Allora?
MARGHERITA
Non t'ho chiamato.
RICCARDO
Ti chiedo scusa, allora, giacché ho creduto
che mi avessi chiamato con tutti questi feroci impropéri.
MARGHERITA
Certo che l'ho fatto, ma non aspettavo risposta.
Oh, lasciami terminare la mia maledizione!
RICCARDO
Lo faccio io, e termina con 'Margherita!'
ELISABETTA
Così hai esalato su te stessa la tua maledizione.
MARGHERITA
Misera regina dipinta, vano orpello della mia fortuna:
perché spargi zucchero su quel ragno rigonfio
che ti circuisce con la sua rete mortifera?
Stolta, stolta, affili il coltello per uccider te stessa.
Verrà il giorno che m'invocherai
perché t'aiuti a maledire questo velenoso rospo gobbo.
HASTINGS
Falsa profetessa, basta con le tue folli maledizioni,
se non vuoi abusare, a tuo danno, della nostra pazienza.
MARGHERITA
Vergogna a voi che avete abusato della mia.
RIVERS
Sareste servita a dovere se vi fosse insegnato ciò che vi meritate.
MARGHERITA
Per aver quel che merito dovreste tutti far il vostro dovere verso me.
Insegnate a me a esser la vostra regina e a voi ad essere i miei sudditi.
O rendetemi ciò che mi è dovuto e insegnate a voi stesso quel dovere.
DORSET
Non state a discutere con lei; è pazza.
MARGHERITA
Tacete, signor marchese; siete impudente;
il marchio nuovo di zecca della vostra nobiltà non ha ancora corso.
Oh, se la vostra fresca nobiltà sapesse giudicare
che cosa significa perderla ed esser infelice!
Chi sta in alto è esposto all'impeto di molte raffiche
e, se cade, si frantuma in pezzi.
RICCARDO
Ottimo consiglio, per la madonna! Fatene tesoro, marchese, fatene tesoro.
DORSET
Tocca voi, monsignore, non meno che me.
RICCARDO
Anzi, anche di più; ma io nacqui sulle vette;
la vostra nidiata d'aquile edifica in cima al cedro
e si trastulla col vento e si fa beffe del sole.
MARGHERITA
E muta il sole in ombra, ahimé, ahimé!
Ne è testimone mio figlio, ormai nell'ombra della morte,
lui, i cui fulgidi, splendenti raggi il nembo del tuo furore
ha sepolto nella tenebra eterna.
Il nido della vostra stirpe è stato edificato sul nido della nostra.
Oh, Dio che tutto vedi, non tollerarlo:
come col sangue fu occupato, così vada perduto.
BUCKINGHAM
Tacete, tacete, per vergogna se non per carità.
MARGHERITA
Non raccomandate a me vergogna e carità.
Con me vi siete comportati senza carità
e avete massacrato senza vergogna le mie speranze.
Carità è per me l'oltraggio ricevuto e vergogna è la mia vita;
e in quella vergogna viva sempre la furia dei miei dolori.
BUCKINGHAM
Fatela finita, fatela finita!
MARGHERITA
Oh Buckingham illustrissimo, ti bacerò la mano
in segno di alleanza e di pace;
la fortuna scenda su te e la tua nobile casa;
i tuoi abiti non son macchiati del nostro sangue
né tu rientri nel raggio della mia maledizione.
BUCKINGHAM
E nessun altro qui presente; poiché le maledizioni non vanno
mai oltre le labbra di chi le profferisce.
MARGHERITA
Non voglio pensare ch'esse non salgano in cielo
e risveglino lassù il dolce pacifico sonno di Dio.
Oh Buckingham, guardati da quel cane!
Bada che quando fa le feste, morde; e quando morde,
la ferita del suo dente velenoso suppura mortalmente.
Non aver a che fare con lui; guardatene.
Il peccato, la morte e l'inferno hanno posto su di lui il loro marchio
e tutti i loro ministri lo seguono.
RICCARDO
Che cose dice, monsignore di Buckingham?
BUCKINGHAM
Nulla di cui faccia conto, grazioso signore.
MARGHERITA
Come, mi sdegni per il mio benigno consiglio
ed assecondi il demonio contro cui t'ho messo in guardia?
Oh, verrà il giorno in cui te ne rammenterai,
quando costui ti spezzerà il cuore dal dolore
e dirai allora che la sventurata Margherita fu profetessa.
Che ciascuno di voi viva soggetto al suo odio
ed egli al vostro e tutti quanti a quello di Dio.
Esce.
BUCKINGHAM
Mi si rizzano i capelli a sentire le sue imprecazioni.
RIVERS
Lo stesso a me; mi chiedo perché sia lasciata libera.
RICCARDO
Non posso biasimarla; per la santa madre di Dio,
ha ricevuto troppi torti; ed io mi pento
per parte mia di quelli che le ho fatto.
ELISABETTA
Io non gliene ho fatto nessuno, ch'io sappia.
RICCARDO
Voi avete ricavato tutti i vantaggi dai torti ch'ella ha ricevuto.
Io mi sono scaldato troppo per far del bene a qualcuno
che ora se ne ricorda con troppa freddezza.
Per la madonna, quanto a Clarence, è ben ripagato:
è chiuso ad ingrassare, per tutti i suoi servizi.
Dio perdoni coloro che ne sono responsabili.
RIVERS
Conclusione virtuosa e degna d'un cristiano:
pregare per coloro che ci hanno fatto del male.
RICCARDO
Lo faccio sempre [tra sé] per una buona ragione;
se infatti avessi imprecato adesso, l'avrei fatto contro me stesso.
Entra Catesby.
CATESBY
Madama, sua Maestà vi manda a chiamare,
e così vostra Grazia, e anche voi, nobili signori.
ELISABETTA
Vengo, Catesby. Signori, venite con me?
RIVERS
Seguiamo vostra Grazia.
Escono tutti tranne Riccardo.
RICCARDO
Io commetto il torto e sono il primo a recriminare:
dei segreti misfatti cui metto mano
attribuisco il grave carico ad altri.
Clarence che proprio io ho gettato in gattabuia,
lo compiango in presenza di tanti gonzi,
cioè davanti a Derby, Hastings, Buckingham;
e gli dico che è la regina con i suoi alleati
ad aizzare il re contro il duca mio fratello.
Adesso ci credono e m'incitano
a vendicarmi di Rivers, Dorset, Grey.
Ma allora io sospiro, e con una citazione della Scrittura
gli dico che Dio ci ingiunge di rendere bene per male:
e così rivesto la mia nuda scelleratezza
di vecchi ritagli carpiti a casaccio alla Sacra Scrittura,
e quando più faccio il diavolo, ho l'apparenza di santo.
Entrano due Sicari.
Ma, adagio, ecco che vengono i miei giustizieri:
dunque, miei bravi, robusti e risoluti compari,
siete pronti adesso a sbrigar questa faccenda?
I SICARIO
Sì, monsignore, e veniamo per il mandato
che ci permetta d'esser ammessi dov'egli si trova.
RICCARDO
Buona idea; l'ho qui con me.
Una volta fatto, venite a Crosby Place...
Ma, amici, siate fulminei nella esecuzione
e, a un tempo, inflessibili: non date ascolto alle sue preghiere;
poiché Clarence parla bene e forse
riuscirebbe a muovere a pietà i vostri cuori, se gli date retta.
II SICARIO
Ma via, monsignore: non ci fermeremo a far chiacchiere.
Chi chiacchiera non è buono ad agire; state certo
che andiamo per usar le mani, non la lingua.
RICCARDO
Dagli occhi vostri piovono macine da mulino, mentre da quelli
degli sciocchi, lacrime.
Mi piacete, ragazzi; all'opera vostra, subito.
Andate, andate, sbrigatevi.
AMBEDUE
Ci sbrigheremo, nobile signore.
Escono.
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