|
|
|
Il mercante di
Venezia -
1594/1597
atto
quarto -
Scena
prima |
|
Entrano il Doge, i Magnifici, Antonio, Bassanio, Salerio, Graziano e altri.
DOGE
Ebbene, è qui Antonio?
ANTONIO
Sono qui, se piace a Vostra Grazia.
DOGE
Mi rincresce per te. Devi rispondere a un avversario di pietra, una disumana
canaglia, incapace di pietà, prosciugato della più piccola goccia di
misericordia.
ANTONIO
Ho saputo che Vostra Grazia si è data grande pena per moderare il suo rigido
atteggiamento; ma poiché resta inflessibile, e non c'è mezzo legale che mi metta
al riparo dalla sua cattiveria, io oppongo la mia pazienza al suo furore e sono
armato a sopportare con la tranquillità del mio spirito la crudeltà e la ferocia
del suo.
DOGE
Fate venire l'ebreo dinanzi alla corte.
SALERIO
È pronto alla porta; eccolo, mio signore.
|
|
|
|
Entra Shylock.
DOGE
Fategli largo, che ci venga davanti.
Shylock, tutti credono, e così credo anch'io, che persisterai in questo perfido
atteggiamento fino all'ultimo atto; e poi si pensa che mostrerai clemenza e
compassione più strane di questa tua strana crudeltà manifesta; e laddove ora tu
esigi la penale, che è una libbra di carne di questo povero mercante, non solo
vorrai rinunciare all'obbligazione, ma, toccato da umana gentilezza e
benevolenza, gli condonerai una parte del capitale, considerando con
misericordia le perdite che di recente gli si sono accumulate sulle spalle, tali
da schiacciare un principe dei mercanti e strappare commiserazione per il suo
stato a petti di bronzo e duri cuori di pietra, a inflessibili turchi e tartari
mai educati ad azioni d'affettuosa generosità.
Aspettiamo tutti una risposta gentile, ebreo.
SHYLOCK
Ho informato Vostra Grazia del mio intendimento, e sul nostro santo Sabato ho
giurato di prendermi la penale che mi è dovuta dall'obbligazione. Se me lo
negate, ne ricada il danno sul vostro statuto e sulla libertà della vostra
città. Mi chiederete perché io preferisca prendere una porzione di putrida carne
anziché accettare tremila ducati. Non risponderò a questo, ma diciamo che è un
mio capriccio. È una risposta?
E se la mia casa fosse molestata da un topo, e a me piacesse dar diecimila
ducati per farlo avvelenare? Vi basta la risposta? C'è chi non sopporta un
maiale cotto a bocca aperta, c'è chi dà in smanie se vede un gatto, e altri che
non riescono a trattenere l'orina quando la zampogna suona di naso; perché
l'emozione, signora delle passioni, le governa secondo il modo che le piace o le
ripugna. Ora, per rispondervi: come non può dare una sicura ragione chi non
sopporta un maiale a bocca aperta, chi un gatto innocuo e necessario, chi una
lanosa zampogna, ma deve per forza sottomettersi all'inevitabile vergogna di
offendere, ricevendo egli stesso offesa; così non sono io in grado di dare una
ragione, né voglio, al di là di un odio radicato e di una certa ripugnanza che
ho per Antonio, per cui così insisto in un costoso processo contro di lui. Vi
basta la risposta?
BASSANIO
Questa, non è una risposta, uomo insensibile, da giustificare il fiume della tua
crudeltà.
SHYLOCK
Io non sono obbligato a compiacerti nelle mie risposte.
BASSANIO
Forse che si uccidono le cose che non si amano?
SHYLOCK
Si odia forse la cosa che non si vuole uccidere?
BASSANIO
Non ogni offesa è subito odio.
SHYLOCK
Cosa? Lasceresti che il serpente ti morda due volte?
ANTONIO
Ti prego di ricordare che discuti con un ebreo.
Tanto varrebbe che ti mettessi sulla spiaggia a dire all'alta marea d'abbassare
il suo livello; tanto varrebbe che disputassi con il lupo perché fa belare la
pecora per il suo agnello; tanto varrebbe che proibissi ai pini montani di
agitare le alte cime e di stormire quando sono scossi dalle raffiche del cielo;
piuttosto che cercare di ammorbidire - cosa c'è di più duro? - il suo cuore
giudeo. Perciò, ti scongiuro, non fare altre offerte, non usare altri mezzi, ma
lascia che nel modo più semplice e breve io abbia la mia sentenza, e l'ebreo ciò
che vuole.
BASSANIO
Per i tuoi tremila ducati qui ce ne sono sei.
SHYLOCK
Se ogni ducato dei seimila ducati fosse diviso in sei parti, e ogni parte un
ducato, io non li prenderei. Voglio la mia obbligazione!
DOGE
Come potrai sperare clemenza, se non ne concedi?
SHYLOCK
Quale giudizio dovrei temere, se non faccio alcun male?
Voi avete con voi molti schiavi comprati, che, come i vostri asini e cani e
muli, usate per compiti abbietti e servili, perché li avete acquistati. Dovrei
dirvi, lasciateli liberi, sposateli alle vostre figlie!
Perché sudano sotto i loro carichi? Che i loro letti siano soffici come i vostri
e i loro palati stuzzicati dalle stesse vivande. Rispondereste: gli schiavi sono
nostri. Così vi rispondo io: la libbra di carne che esigo da lui fu pagata cara,
è mia e voglio averla.
Se me la negate, vergogna sulla vostra legge!
Non hanno forza i decreti di Venezia. Aspetto la sentenza. Rispondete, l'avrò?
DOGE
Per i miei poteri, potrei sciogliere questa corte, a meno che Bellario, un
sapiente dottore che ho convocato per deliberare su questo caso, non venga qui
oggi.
SALERIO
Mio signore, c'è qui fuori un messaggero appena giunto da Padova con lettere del
dottore.
DOGE
Portateci le lettere. Chiamate il messaggero.
BASSANIO
Sta su, Antonio! Fatti coraggio, amico!
L'ebreo avrà la mia carne, e sangue e ossa e tutto, prima che tu perda per me
una goccia di sangue.
ANTONIO
Io sono un infetto castrato del gregge, il più adatto alla morte. Il frutto più
debole cade per primo al suolo, e così sia di me; tu non puoi trovar miglior
impiego, Bassanio, che vivere ancora e scrivere il mio epitaffio.
Entra Nerissa vestita da assistente di avvocato.
DOGE
Vieni da Padova? Da Bellario?
NERISSA
Da entrambi, mio signore. Bellario ossequia Vostra Grazia.
Consegna una lettera.
BASSANIO
Perché affili il tuo coltello con tanta lena?
SHYLOCK
Per tagliare la mia penale da quella bancarotta lì.
GRAZIANO
Non sul tuo cuoio, ma sul tuo cuore, crudele ebreo, affili il tuo coltello; ma
nessun metallo, no, neanche l'ascia del boia, può avere metà del filo del tuo
tagliente odio. Nessuna preghiera può penetrarti?
SHYLOCK
No, nessuna che tu abbia l'ingegno di fare.
GRAZIANO
Oh sii dannato, esecrabile cane, e per il fatto che vivi sia accusata la
giustizia!
Mi fai quasi vacillare nella mia fede e accettare l'opinione di Pitagora che le
anime degli animali si trasfondono nei corpi degli uomini: il tuo spirito
ringhioso governò già un lupo, che, impiccato per strage d'uomini, esalò dalla
forca la sua anima scellerata, e, mentre tu alloggiavi ancora nella tua empia
fattrice, si trasfuse in te; perché i tuoi desideri sono lupeschi, sanguinari,
voraci e insaziabili.
SHYLOCK
Finché con i tuoi insulti non toglierai il sigillo dalla mia obbligazione,
offenderai solo i tuoi polmoni a urlare così; aggiustati il cervello,
giovanotto, o è destinato a irrimediabile rovina. Io sono qui per avere
giustizia.
DOGE
Questa lettera di Bellario raccomanda alla nostra corte un giovane e sapiente
dottore. Dov'è?
NERISSA
Attende qui vicino di conoscere la Vostra risposta, se volete riceverlo.
DOGE
Con tutto il cuore. Vadano tre o quattro di voi e lo conducano gentilmente in
quest'aula; nel frattempo la corte ascolterà la lettera di Bellario.
(Legge)
"Sappia Vostra Grazia che la Vostra lettera mi giunge mentre sono molto
malato; ma, proprio quando è venuto il Vostro messo, era qui con me in visita
affettuosa un giovane dottore di Roma; il suo nome è Baldassarre. L'ho informato
della causa pendente fra l'ebreo e Antonio, il mercante. Abbiamo consultato
insieme molti libri. Egli conosce la mia opinione, che, migliorata dalla sua
dottrina (la cui vastità non posso lodare a sufficienza) egli Vi porta, su mia
sollecitazione, per soddisfare la richiesta di Vostra Grazia in mia vece. La sua
giovane età, ve ne prego, non sia motivo perché debba mancargli una rispettosa
stima; non ho mai conosciuto una persona così giovane con una testa così matura.
Lo affido alla Vostra graziosa accoglienza: messo alla prova, rivelerà meglio i
suoi meriti."
Entra Porzia come Baldassarre.
DOGE
Avete udito cosa scrive il dotto Bellario, ed ecco, mi sembra, è arrivato il
dottore. Datemi la mano. Venite da parte del vecchio Bellario?
PORZIA
Sì, mio signore.
DOGE
Siate il benvenuto, prendete posto. Siete al corrente della disputa che impegna
la corte in questa seduta?
PORZIA
Sì, conosco bene questa causa. Chi è il mercante qui e chi l'ebreo?
DOGE
Antonio e il vecchio Shylock si facciano avanti.
PORZIA
Il vostro nome è Shylock?
SHYLOCK
Shylock è il mio nome.
PORZIA
Strana è la natura della causa che intentate, ma così legittima che la legge
veneziana non può invalidarla se voi procedete. Voi siete in suo potere, non è
così?
ANTONIO
Sì, così lui dice.
PORZIA
Riconoscete l'obbligazione?
ANTONIO
Sì.
PORZIA
Allora l'ebreo deve essere clemente.
SHYLOCK
Per quale costrizione devo esserlo? Ditemelo.
PORZIA
La clemenza ha natura non forzata, cade dal cielo come la pioggia gentile sulla
terra sottostante; è due volte benedetta, benedice chi la offre e chi la riceve;
è più potente nei più potenti, e si addice al monarca in trono più della sua
corona. Lo scettro mostra la forza del potere temporale, è l'attributo della
soggezione e della maestà, sede del timore che incutono i regnanti; ma la
clemenza sta sopra al dominio dello scettro, ha il suo trono nel cuore dei re, è
un attributo di Dio stesso; e il potere terreno più si mostra simile al divino,
quando la clemenza mitiga la giustizia. Quindi, ebreo, pur se giustizia è ciò
che chiedi, considera questo, che a rigore di giustizia nessuno di noi
troverebbe salvezza. Noi invochiamo clemenza, e quella stessa preghiera insegna
a tutti noi a fare atti di clemenza. Tanto ho detto per mitigare la giustizia
della tua richiesta; se la manterrai, questa rigorosa corte di Venezia dovrà per
forza dar sentenza contro il mercante.
Inizio
pagina
|
|
|
|
SHYLOCK
I miei atti mi ricadano sulla testa! Io invoco la legge e la penale della mia
obbligazione.
PORZIA
Non è in grado di restituire il denaro?
BASSANIO
Sì, ecco che io offro, per lui, in questa corte, il doppio della somma. Se ciò
non basta, mi impegno a pagarne dieci volte tanto, pena le mie mani, la mia
testa, il mio cuore.
Se ciò non basterà, sarà evidente che la perfidia schiaccia l'onestà. Ed io vi
supplico, per una volta distorcete la legge con la vostra autorità; per una
grande giustizia, fate un piccolo torto, e frenate il volere di questo diavolo
crudele.
PORZIA
Questo non sarà mai, non c'è potere a Venezia che possa alterare una legge
stabilita: ciò costituirebbe un precedente, e molti abusi, dietro tale esempio,
irromperebbero nello stato. Così non può essere.
SHYLOCK
Un Daniele è venuto a giudicare! Sì, un Daniele! O saggio giovane giudice,
quanto ti onoro!
PORZIA
Vi prego, fatemi vedere l'obbligazione.
SHYLOCK
Eccola, riveritissimo dottore, eccola.
PORZIA
Shylock, ti viene offerto tre volte il tuo denaro.
SHYLOCK
Un giuramento! Ho fatto al cielo un giuramento; dovrò gravarmi l'anima di uno
spergiuro? No, non per Venezia!
PORZIA
Ebbene, quest'obbligazione è inadempiuta!
e legittimamente con essa l'ebreo può reclamare una libbra di carne, che dev'essere
da lui stesso tagliata quanto più vicino al cuore del mercante. Sii clemente,
prendi tre volte il tuo denaro, fammi stracciare l'obbligazione.
SHYLOCK
Quando sarà pagata secondo quanto è scritto.
Si direbbe che voi siate un degno giudice, conoscete la legge; la vostra
interpretazione è stata molto corretta. Vi invito, in nome della legge, di cui
voi siete un meritevole pilastro, di procedere alla sentenza. Per l'anima mia,
io giuro che non c'è potere in lingua d'uomo che mi muti. Io m'attengo alla mia
obbligazione.
ANTONIO
Con tutto il cuore io supplico la corte di emettere la sentenza.
PORZIA
Ebbene, allora è questa: dovete preparare il vostro petto per il suo coltello.
SHYLOCK
O nobile giudice! O giovane eccellente!
PORZIA
Perché il senso e il proposito della legge comportano chiaramente la penale che
appare qui dovuta nell'obbligazione.
SHYLOCK
È verissimo. O saggio e retto giudice, quanto sei più adulto del tuo aspetto!
PORZIA
Perciò denudatevi il petto.
SHYLOCK
Sì, il suo petto. Così dice l'obbligazione, non è vero, nobile giudice?
"Quanto più vicino al suo cuore", sono le parole esatte.
PORZIA
È così. C'è una bilancia per pesare la carne?
SHYLOCK
L'ho pronta.
PORZIA
Fate venire un chirurgo a vostre spese, Shylock, per stagnare le ferite, che non
muoia dissanguato.
SHYLOCK
È formulato così nell'obbligazione?
PORZIA
Non è espresso così, ma che importa? Sarebbe bene che lo faceste per carità.
SHYLOCK
Non lo trovo; non c'è nell'obbligazione.
PORZIA
Voi, mercante, avete qualcosa da dire?
ANTONIO
Ben poco; sono pronto e ben preparato.
Dammi la tua mano, Bassanio, addio, non t'addolorare se sono giunto a questo per
te, perché la Fortuna si mostra più gentile di quanto è suo costume: di solito
lascia sopravvivere alla sua ricchezza un uomo rovinato, che veda con occhio
vuoto e rugosa fronte una vecchiaia di povertà; la lenta punizione di simile
disgrazia essa a me risparmia.
Ricordami alla tua onorata sposa, raccontale qual processo ebbe la fine
d'Antonio, dille che t'amai, lodami nella mia morte; e, finito il racconto,
dille che sia lei giudice se Bassanio non ebbe una volta un amore.
Tu rammaricati soltanto di perdere il tuo amico, ed egli non si rammarica di
pagare il tuo debito, perché se l'ebreo taglia appena a fondo lo pagherò in un
istante con tutto il mio cuore.
BASSANIO
Antonio, sono sposato ad una donna che mi è cara quanto la vita stessa, ma la
vita stessa, mia moglie e tutto il mondo non sono da me stimati più della tua
vita.
Perderei tutto, li sacrificherei tutti, qui, a questo diavolo, per poterti
liberare.
PORZIA
Vostra moglie non ve ne sarebbe molto grata, se fosse qui a sentirvi fare tale
offerta.
GRAZIANO
Io ho una moglie che proclamo di amare; vorrei che fosse in cielo a invocare
qualche divina potenza di ammansire questo cane giudeo.
NERISSA
È bene che facciate tale offerta alle sue spalle, se no questo augurio vi
creerebbe dei guai a casa.
SHYLOCK
Eccoli i mariti cristiani! Io ho una figlia; fosse stato suo marito uno della
stirpe di Barabba, piuttosto che un cristiano.
Perdiamo tempo, procedi alla sentenza.
PORZIA
Una libbra della carne di quel mercante è tua, la corte l'aggiudica, e la legge
l'assegna.
SHYLOCK
Giustissimo giudice!
PORZIA
E tu devi tagliare questa carne dal suo petto, la legge lo concede, e la corte
l'aggiudica.
SHYLOCK
Dottissimo giudice! Che sentenza! Vieni, preparati!
PORZIA
Aspetta un momento, c'è qualcos'altro: questa obbligazione non ti concede
neanche una goccia di sangue; le parole icono espressamente "una libbra di
carne". Prendi dunque la tua penale, prendi la tua libbra di carne, ma se, nel
tagliarla, versi una goccia di sangue cristiano, le tue terre e i tuoi averi
sono, per le leggi di Venezia, confiscati dallo stato di Venezia.
GRAZIANO
O retto giudice! Osserva, ebreo. O dotto giudice!
SHYLOCK
È questa la legge?
PORZIA
Vedrai tu stesso il testo, perché, dato che esigi giustizia, sta' certo che
avrai più giustizia di quanta ne desideri.
GRAZIANO
O dotto giudice! Osserva, ebreo, che dotto giudice!
SHYLOCK
Accetto quest'offerta allora. Pagate il debito tre volte e lasciate andare il
cristiano.
BASSANIO
Ecco il denaro.
PORZIA
Piano!
L'ebreo deve avere completa giustizia. Piano, niente fretta! Non deve avere
nient'altro che la penale.
GRAZIANO
O ebreo! Un retto giudice, un dotto giudice!
PORZIA
Quindi preparati a tagliare la carne.
Non versare sangue e non tagliarne né più né meno di una libbra esatta di carne.
Se ne prendi più o meno di una libbra esatta, fosse solo quel tanto che la renda
più leggera o più pesante della ventesima parte d'un misero grammo, o d'una
frazione di quella, o meglio se la bilancia pende della misura di un capello, tu
muori, e tutti i tuoi beni sono confiscati.
GRAZIANO
Un secondo Daniele! Un Daniele, ebreo! Ora, infedele, ti ho messo sotto!
PORZIA
Perché si ferma l'ebreo? Prenditi la penale.
SHYLOCK
Datemi il mio capitale, e lasciatemi andare.
BASSANIO
L'ho pronto per te, eccolo.
PORZIA
Egli l'ha rifiutato davanti alla corte, ora avrà solo giustizia e la sua penale.
GRAZIANO
Un Daniele, torno a dire, un secondo Daniele! Ti ringrazio, ebreo, per avermi
insegnato la parola.
SHYLOCK
Non devo avere neppure il mio capitale?
PORZIA
Tu non devi avere altro che la tua penale, da prendere a tuo rischio, ebreo.
SHYLOCK
Beh, allora il diavolo glielo faccia godere! Non resterò a far questione.
PORZIA
Aspetta, ebreo, la legge ti tiene ancora in pugno.
È stabilito nelle leggi di Venezia che se è provato contro uno straniero che,
con mezzi diretti o indiretti, egli attenta alla vita di un cittadino, la
persona contro cui egli ha tramato entrerà in possesso di metà dei suoi
beni, l'altra metà va alle casse dello stato, e la vita del reo è alla mercé del
doge soltanto, escluso ogni altro appello. In questa situazione io dichiaro che
tu ti trovi, perché risulta manifesto dalla tua azione che,
indirettamente, e direttamente anche, tu hai tramato contro la vita stessa del
convenuto e sei incorso nel danneggiamento sopra da me recitato. Giù, dunque, e
supplica clemenza al doge.
GRAZIANO
Supplica di aver licenza d'impiccarti, anche se, confiscata la tua ricchezza
dallo stato, non ti resterà di che comprarti una corda, e finirà che dovrai
essere impiccato a spese dello stato.
DOGE
Perché tu veda la differenza del nostro animo, ti faccio grazia della vita prima
che tu lo chieda. Metà della tua ricchezza va ad Antonio, l'altra metà viene
allo stato, ma la tua umiltà può mutare la confisca in un'ammenda.
PORZIA
Sì per lo stato, no per Antonio.
SHYLOCK
No, prendetemi la vita e tutto, non fatemene grazia! Mi prendete la casa, quando
mi prendete la trave che sostiene la mia casa; mi prendete la vita quando mi
prendete i mezzi con cui vivo.
PORZIA
Quale clemenza potete concedergli, Antonio?
GRAZIANO
Un capestro gratis, nient'altro, perdio!
ANTONIO
Se piace al mio signore il doge, e alla corte, di condonare l'ammenda per metà
dei suoi beni, io ne sono contento. Ma egli mi lasci l'altra metà in usufrutto,
da consegnare, alla sua morte, al gentiluomo che gli ha di recente rapito la
figlia. Altre due condizioni per quest'atto di clemenza: che egli si faccia
subito cristiano, e che firmi, qui dinanzi alla corte, un atto di donazione per
cui, alla sua morte, ogni suo bene andrà al suo nuovo figlio Lorenzo e a sua
figlia.
DOGE
Egli lo farà, altrimenti revoco la grazia che ho appena pronunciato.
PORZIA
Ti accontenti così, ebreo? Che ne dici?
SHYLOCK
Mi accontento.
PORZIA
Scrivano, stendi un atto di donazione.
SHYLOCK
Vi prego di darmi licenza di andar via di qui, non sto bene; mandatemi l'atto, e
io lo firmerò.
DOGE
Va' pure, ma fallo.
GRAZIANO
Al battesimo avrai due padrini.
Fossi stato io il giudice, avresti avuto dodici giurati, per portarti alla
forca, non al fonte.
Esce Shylock.
DOGE
Signore, vi prego di venire a cena a casa mia.
PORZIA
Chiedo umilmente perdono a Vostra Grazia, devo partire per Padova questa sera e
mi conviene mettermi in viaggio senz'indugio.
DOGE
Mi spiace che vi manchi il tempo.
Antonio, ricompensate questo gentiluomo, perché, a parer mio, gli siete molto
obbligato.
Esce il Doge con il suo seguito.
BASSANIO
Degnissimo signore, io e il mio amico siamo stati oggi prosciolti, per la vostra
saggezza, da dolorose condanne, e in contraccambio i tremila ducati dovuti
all'ebreo volentieri offriamo a compenso delle vostre cortesi fatiche.
ANTONIO
E vi restiamo debitore ben oltre questo, d'affetto e di servigi per sempre.
PORZIA
È ben ripagato chi è ben soddisfatto, ed io, ben soddisfatto di avervi liberato,
mi ritengo ben ripagato; il mio animo non è mai stato mercenario. Vi prego di
riconoscermi quando c'incontreremo; vi auguro ogni bene e prendo congedo.
BASSANIO
Caro signore, devo per forza insistere ancora; accettate un piccolo ricordo come
omaggio, non come compenso. Concedetemi due cose, vi prego: di non dirmi di no,
e di perdonarmi.
PORZIA
Voi insistete molto, e quindi cederò. Datemi i vostri guanti, li porterò in
vostro ricordo,
Bassanio si sfila i guanti.
e, per amor vostro, prenderò da voi quest'anello.
Non ritirate la mano, non prenderò altro, e voi, per affetto, non me lo
negherete.
BASSANIO
Quest'anello, buon signore? Ahimè, è un'inezia! Non mi coprirò di vergogna
dandovi questo!
PORZIA
Non voglio nient'altro che questo, e ora mi sembra di volerlo davvero!
BASSANIO
Ma questo conta per me più del suo valore.
Vi darò l'anello più prezioso di Venezia, lo troverò con un pubblico bando; ma
per questo vi prego di perdonarmi.
PORZIA
Vedo, signore, che siete generoso nelle offerte.
Prima m'avete insegnato a mendicare, e ora, mi pare, m'insegnate quale risposta
si debba a un mendicante.
BASSANIO
Buon signore, quest'anello mi fu dato da mia moglie, e quando me l'ha messo, mi
ha fatto giurare che non l'avrei né venduto, né donato, né perduto.
PORZIA
Tale scusa serve a molti per risparmiarsi i regali, e se vostra moglie non è
pazza, quando saprà come io abbia meritato quest'anello, non potrà serbarvi
eterno rancore per avermelo dato. Bene, la pace sia con voi!
Escono Porzia e Nerissa.
ANTONIO
Mio caro Bassanio, lascia che abbia l'anello, e contino i suoi meriti e il mio
amore più di quanto tua moglie t'ha comandato.
BASSANIO
Va', Graziano, corri e raggiungilo; dagli l'anello e conducilo, se puoi, a casa
di Antonio. Via, in fretta!
Esce Graziano.
Vieni, tu ed io ci andremo subito, e domattina presto tutti e due voleremo a
Belmonte. Vieni, Antonio.
Escono.
Inizio
pagina
|
|
Il mercante di
Venezia -
1594/1597
atto
quarto - scena
seconda |
Entrano Porzia e Nerissa, camuffata come prima.
PORZIA
Trova la casa dell'ebreo, dagli questo atto, e faglielo firmare. Partiremo
stasera e saremo a casa un giorno prima dei nostri mariti. Questo atto sarà ben
gradito da Lorenzo!
Entra Graziano.
GRAZIANO
Buon signore, fortuna che vi ho raggiunto.
Il signor Bassanio ci ha ripensato e vi manda quest'anello, e vi invita a
tenergli compagnia a cena.
PORZIA
Ciò non è possibile; il suo anello lo accetto con molta riconoscenza, così vi
prego di dirgli; inoltre, vi prego di indicare al mio giovane la casa del
vecchio Shylock.
GRAZIANO
Lo farò.
NERISSA
Signore, vorrei parlarvi.
(A parte a Porzia) Voglio vedere se riesco ad avere l'anello di mio
marito che gli ho fatto giurare di conservare per sempre.
PORZIA (a parte a Nerissa)
Ci riuscirai, sta' certa. Ci faranno solenni giuramenti d'aver donato gli anelli
a degli uomini, ma noi li svergogneremo spergiurando. Via, in fretta! Sai dove
ti aspetto.
NERISSA
Venite, mio buon signore, volete indicarmi questa casa?
|
|
|
|