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LORENZO
Quella è la voce
di Porzia, se non mi
inganno molto.
PORZIA
Mi riconosce come il
cieco riconosce il cuculo,
dalla brutta voce.
LORENZO
Cara signora, bentornata a casa.
PORZIA
Siamo state a pregare
per il bene dei nostri mariti,
che speriamo siano
stati favoriti dalle nostre parole.
Sono tornati?
LORENZO
Non ancora, signora;
ma poco fa è venuto un
messo
ad annunziare il loro
arrivo.
PORZIA
Va' dentro, Nerissa,
e da' ordine ai servi
di non far parola
della nostra assenza da
qui,
né voi, Lorenzo, né
voi, Gessica.
Squillo di trombe.
LORENZO
Vostro marito è vicino,
sento la sua tromba.
Non siamo spioni,
signora, non abbiate timore.
PORZIA
Questa notte mi sembra
come un'alba malata,
nel suo accentuato
pallore: è giorno
come è il giorno quando
il sole si nasconde.
Entrano Bassanio, Antonio, Graziano,
con il seguito.
BASSANIO
Se tu andassi in giro
quando si assenta il sole,
avremmo giorno come
agli antipodi.
PORZIA
Lasciami dar luce, ma
non lasciarmi allo scoperto,
perché una moglie
scoperta può coprire la testa del marito,
e ciò non capiti mai a
Bassanio.
Ma Dio disponga!
Bentornato a casa, mio signore.
BASSANIO
Ti ringrazio, mia
signora. Saluta il mio amico.
Questo è l'uomo, questo
è Antonio,
al quale io sono così
infinitamente obbligato.
PORZIA
Dovresti in ogni senso
essergli molto obbligato,
perché sento che egli
per te si era molto obbligato.
ANTONIO
Non più di quanto ne
sia stato ripagato.
PORZIA
Signore, siete il
benvenuto in casa nostra,
come vi sarà mostrato,
più che a parole, in altri modi:
quindi non mi
dilungherò in cerimonie.
GRAZIANO (a Nerissa)
Per quella luna ti
giuro che mi fai torto!
In fede, l'ho dato allo
scrivano del giudice.
Vorrei che fosse
castrato chi l'ha ricevuto, amore,
visto che te la prendi
tanto a cuore.
PORZIA
Una lite, di già? Di
che si tratta?
GRAZIANO
Di un cerchietto d'oro,
di un misero anello
che lei mi diede, con
un motto
tale e quale alla
poesia d'un arrotino
su un coltello, "Amami
e non lasciarmi mai".
NERISSA
Perché parli del motto
o del valore?
Mi giurasti, quando te
lo diedi,
che l'avresti portato
fino all'ora della morte,
e che sarebbe stato
sepolto con te nella tomba.
Se non per me, per i
tuoi ardenti giuramenti,
avresti dovuto averne
riguardo e conservarlo.
Dato allo scrivano di
un giudice! No, Dio m'è giudice,
non avrà mai peli in
faccia lo scrivano che l'ha avuto!
GRAZIANO
Li avrà, se vive tanto
da farsi uomo.
NERISSA
Già, se una donna vive
tanto da farsi uomo.
GRAZIANO
Giuro su questa mano
che l'ho dato a un giovane,
una specie di ragazzo,
un ragazzino stentato,
non più alto di te, lo
scrivano del giudice,
un blaterone che lo
chiedeva per compenso;
non ho avuto il cuore
di negarglielo.
PORZIA
Sei da biasimare - sarò
sincera con te -
se hai dato via con
tanta leggerezza il primo regalo
di tua moglie, messo al
dito con giuramenti
e inchiodato per
fedeltà alla tua carne.
Io diedi un anello al
mio amore e gli feci giurare
di non separarsene mai;
lui è qui:
oso giurare per lui che
non lo cederebbe
né lo toglierebbe dal
dito per tutte le ricchezze
di questo mondo. In
verità, Graziano,
tu dai a tua moglie
troppo crudele motivo di dolore.
Succedesse a me, ne
sarei furiosa.
BASSANIO (a parte)
Ahimè, farei meglio a
tagliarmi la sinistra,
e a giurare che persi
l'anello per difenderlo.
GRAZIANO
Il mio signor Bassanio
ha dato l'anello
al giudice che glielo
chiedeva e in verità
lo meritava; e allora
il ragazzo, lo scrivano,
che s'era dato tanta
pena a scrivere, chiese il mio;
e né lui né il suo
padrone vollero accettare
altro che i due anelli.
PORZIA
Quale anello hai
dato, mio signore?
Non quello, spero, che
ricevesti da me.
BASSANIO
Potessi aggiungere una
menzogna ad una colpa,
lo negherei, ma come
vedi il mio dito
non porta più l'anello,
è andato.
PORZIA
Altrettanto spoglio di
fedeltà è il tuo falso cuore.
Per il cielo, non verrò
mai nel tuo letto
finché non rivedrò
l'anello!
NERISSA
Né
io nel tuo
finché non rivedrò il
mio!
BASSANIO
Dolce Porzia,
se tu sapessi a chi ho
dato l'anello,
se tu sapessi per chi
ho dato l'anello,
e immaginassi per cosa
ho dato l'anello
e quanto a malincuore
ho ceduto l'anello
quando non veniva
accettato nient'altro che l'anello,
mitigheresti la
violenza della tua indignazione.
PORZIA
Se tu avessi conosciuto
le virtù dell'anello,
o la metà del valore di
chi ti diede l'anello,
o quanto dovessi per
onore conservare l'anello,
non ti saresti separato
allora dall'anello.
Esiste forse un uomo
così irragionevole
che, se tu ti fossi
compiaciuto di difenderlo
con un minimo di zelo,
avrebbe avuto l'impudenza
di esigere un oggetto
tenuto come sacro?
Nerissa m'insegna cosa
credere: che io possa
morire se non hai dato
ad una donna l'anello!
BASSANIO
No, sul mio onore,
signora, sull'anima mia,
non una donna l'ha
avuto, ma un avvocato civile,
che m'ha rifiutato
tremila ducati
e ha chiesto l'anello,
che io gli ho negato
lasciandolo partire
tutto dispiaciuto,
lui che aveva salvato
la vita stessa
del mio caro amico. Che
devo dirti, dolce signora?
Fui costretto a
mandarglielo,
mosso com'era da
vergogna e cortesia;
il mio onore non voleva
macchiarsi
di tale ingratitudine.
Perdonami, buona signora,
perché, per queste
candele benedette della notte,
se tu fossi stata lì,
credo che tu stessa m'avresti chiesto
l'anello, per darlo a
quel degno dottore.
PORZIA
Che quel dottore non
s'avvicini mai alla mia casa.
Poiché egli ha il
gioiello che io amavo,
quello che tu giurasti
di serbare per me,
io diventerò liberale
come te,
e non gli negherò nulla
di quello che ho,
no, né il mio corpo, né
il letto di mio marito:
un giorno lo conoscerò,
ne sono sicura. Non dormire
una notte fuori casa.
Sorvegliami come Argo;
se non lo farai, se
sarò lasciata sola,
per il mio onore, che è
ancora mio,
prenderò per compagno
di letto quel dottore.
NERISSA
Ed io il suo scrivano;
quindi, sta' bene attento
se mi lasci sola a
custodir me stessa.
GRAZIANO
Bene, fa' pure; ma
attenta che io non lo prenda,
se no allo scrivano gli
sciupo la penna.
ANTONIO
Sono io l'infelice
causa di queste liti.
PORZIA
Non v'addolorate,
signore: voi siete, ciononostante, il benvenuto.
BASSANIO
Porzia, perdonami
questo torto involontario,
e in presenza di tutti
questi amici,
io ti giuro, per questi
tuoi begli occhi,
in cui vedo me
stesso...
PORZIA
Ma sentitelo!
Nei miei due occhi lui
si vede doppio,
uno in ogni occhio.
Giuri sulla tua doppiezza;
ecco un giuramento
degno di fede!
BASSANIO
No, ascoltami.
Perdona questa mia
colpa, e per l'anima mia ti giuro
che mai più romperò con
te un giuramento.
ANTONIO
Una volta io impegnai
il mio corpo per il suo bene,
e non fosse stato per
chi ebbe l'anello di vostro marito,
esso sarebbe perduto.
Oso impegnarmi di nuovo,
pena l'anima mia, che
mai più il vostro signore
deliberatamente
mancherà alla sua parola.
PORZIA
Allora voi sarete il
suo garante. Dategli questo,
e ditegli di
conservarlo meglio dell'altro.
ANTONIO
Ecco, caro Bassanio,
giura di conservare quest'anello.
BASSANIO
Per il cielo, è lo
stesso che ho dato al dottore!
PORZIA
L'ho avuto da lui.
Perdonami, Bassanio,
se, per quest'anello,
il dottore s'è giaciuto con me.
NERISSA
E tu perdonami, mio
caro Graziano,
se quel ragazzo
stentato, lo scrivano del dottore,
in cambio di questo,
l'altra notte s'è giaciuto con me.
GRAZIANO
Ma questo è come
riparar strade
l'estate quando il
fondo è ancora buono. E che,
dobbiamo essere cornuti
prima di essercelo meritato?
PORZIA
Non essere così
volgare. Siete tutti stupefatti.
Ecco una lettera,
leggetela a vostro comodo;
viene da Padova, da
parte di Bellario.
In essa scoprirete che
Porzia era il dottore,
Nerissa il suo
scrivano. Lorenzo, qui,
testimonierà che io son
partita subito dopo di voi,
e sono appena
ritornata. Non sono ancora
entrata nella mia casa.
Antonio, siete il benvenuto,
e ho in serbo per voi
migliori notizie
di quanto vi
aspettiate. Aprite subito questa lettera
e scoprirete che tre
delle vostre ragusee
sono giunte in porto
inaspettatamente con ricchi carichi.
Non vi dirò per quale
strana circostanza
ho trovato questa
lettera.
ANTONIO
Sono senza
parole!
BASSANIO
Eri tu il dottore e io
non ti ho riconosciuta?
GRAZIANO
Eri tu lo scrivano che
doveva farmi cornuto?
NERISSA
Sì, ma uno scrivano che
non lo farà mai,
a meno che un giorno
non si faccia uomo.
BASSANIO
Dolce dottore, voi
sarete mio compagno di letto.
Quando mi assenterò,
coricatevi pure con mia moglie.
ANTONIO
Dolce signora, voi
m'avete dato vita e di che vivere,
perché leggo qui la
conferma che le mie navi
sono giunte salve in
porto.
PORZIA
E ora a te,
Lorenzo,
il mio scrivano ha
buone notizie anche per te.
NERISSA
Sì, e gliele darò senza
compenso.
Ecco, do a voi e a
Gessica, da parte
del ricco ebreo, uno
speciale atto di donazione
di ogni suo bene dopo
la sua morte.
LORENZO
Gentili signore, voi
fate piover manna
davanti a gente
affamata.
PORZIA
È quasi mattina,
ma son sicura che non
avete afferrato
questi fatti
completamente. Entriamo,
e sottoponeteci pure a
interrogatori,
e noi risponderemo ad
ogni cosa fedelmente.
GRAZIANO
Così sia dunque. Il
primo interrogatorio
cui la mia Nerissa
presterà giuramento
è se le va fino a notte
aspettare
o coricarsi ora che sta
per albeggiare.
Ma, fosse giorno, lo
vorrei senza chiarore,
per giacermi con lo
scriba del dottore.
E poi, finché vivo, io
di nient'altro mi curo
che di tener l'anello
di Nerissa ben sicuro.
Escono.
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