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31-40 81-90 131-140
41-50 91-100 141-154

 

 

Romeo e Giulietta - 1594/1595

personaggi

 

 

ESCALO, Principe di Verona

MERCUZIO, giovane parente del Principe e amico di Romeo

PARIDE, un giovane conte, parente del Principe

PAGGIO del conte Paride

 

MONTECCHI, capo di una famiglia veronese in lite coi Capuleti

DONNA MONTECCHI

ROMEO, figlio di Montecchi

BENVOLIO, nipote di Montecchi e amico di Romeo e Mercuzio

ABRAMO, un servo dei Montecchi

BALDASSARRE, servitore di Romeo

 

CAPULETI, capo di una famiglia veronese in lite coi Monteccbi

DONNA CAPULETI

GIULIETTA, figlia di Capuleti

TEBALDO, nipote di Donna Capuleti

CUGINO DI CAPULETI, un vecchio gentiluomo

NUTRICE, serva dei Capuleti, balia di Giulietta

PIETRO, servo dei Capuleti al servizio della nutrice

SANSONE, GREGORIO, ANTONIO, PENTOLACCIA, Servi: di casa Capuleti

 

FRATE LORENZO, FRATE GIOVANNI: dell'Ordine Francescano

Uno speziale, di Mantova, Tre musici (Simon Corda, Ugo Archetto, Giovanni Spartito)

Guardie della ronda notturna, cittadini di Verona, maschere, portatori di torce, paggi, servi

CORO

 

L’amore di Romeo per Giulietta, decantato dalla nostra cultura come il più grande, romantico e passionale degli amori, alla luce di un analisi più attenta del personaggio di Romeo, non può esimersi dal risultare che una tremenda cotta adolescenziale.

Chi innamorato di questo amore, ne ricerca nella realtà un correlativo oggettivo, magari senza il tragico finale, dimentica che Romeo si innamora della sua Giulietta appena qualche ora dopo aver lamentato il suo amore non contraccambiato per una certa Rosalina, assente fisicamente nel dramma, ma fortemente presente nel dialogo tra lui e il cugino Benvolio che vorrebbe invitarlo a dimenticare nella fase iniziale della tragedia:

“L’amore è fumo creato dai sospiri degli amanti;
se è dissipato è fuoco che scintilla negli occhi degli amanti;
se è sofferto è un mare che si riempie delle lacrime degli amanti.
Che cos’altro è? Una pazzia silenziosissima,
un’amarezza che soffoca, una dolcezza che si conserva dentro … […]
Toh, mi sono perso, io non sono qui.
Questo non è Romeo, Romeo è da qualche altra parte. […]
Oh, insegnami a dimenticare […]
Colui che è colpito da cecità non può dimenticare
Il tesoro prezioso della vista perduta.
Mostrami una donna che sia più bella;
non servirà che come suggerimento
in cui rivedrò colei che è di gran lunga più bella …
Addio, tu non puoi insegnarmi a dimenticare

La figura di Rosalina, ritorna successivamente nel secondo atto, quando Romeo è rimproverato da Frate Lorenzo che mette in luce la natura superficiale dei suoi precedenti sentimenti per questa ex:

“San Francesco! Che cosa è questo cambiamento?
Rosalina, che tu amavi così devotamente
l’hai dimenticata così presto?L’amore dei giovani non sta
veramente nel loro cuore ma nei loro occhi.[…]
Ma vieni con me, ragazzo volubile…”

Ma non è soltanto volubile, Romeo è intelligente, arguto e capace di battute spinte; é un giovane alla ricerca di emozioni forti, senza capacità di moderazione in ogni sua manifestazione e non solo nel suo amore per Giulietta: si introduce furtivamente in casa Capuleti solo per sbirciare la nuova fiamma, uccide Tebaldo – cugino della già moglie- in un momento d’ira, e credendo Giulietta morta finisce col suicidarsi solo per non aver aspettato ancora un po’ il suo risveglio.

Romeo è anche un lettore di poesie d’amore e questo facilmente porta a dedurre che nella sua ricerca tipicamente giovanile del grande amore, abbia cercato di emulare l’amore ideale dei sonetti tanto in voga all’epoca e che quindi sia stato fortemente influenzato da quel tipo di letture.

Dunque quello che nei secoli è stato immaginato come il più grande degli amori é solo impetuosità giovanile che già nell’età elisabettiana era conosciuto ed identificato con un nome specifico: “calf love” o “amore di sbarbatello”.

E Shakespeare ne dà un esempio nel personaggio di Romeo: un adolescente che solo per aver preso una cotta, in soli quattro giorni fa scoppiare un putiferio. Con la temerarietà tipica dei ragazzini.

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Romeo e Giulietta - 1594/1595

riassunto

 

L'azione si svolge  a Verona dove da anni  due grandi famiglie, i Montecchi e i Capuleti, sono consegnati  ad un odio inestinguibile (di cui si ignorano peraltro le cause).
 

Romeo, figlio ed erede della famiglia Montecchi, è innamorato della bella Rosalina e non teme di affrontare a questo riguardo gli scherzi dei suoi amici Benvolio e Mercuzio.
 

Capuleti, il capo della famiglia rivale si prepara  a dare una grande festa per permettere a sua figlia, Giulietta, di incontrare il Conte di  Parigi. Quest'ultimo, in effetti, l’ha richiesta in matrimonio ed i genitori di Giulietta sono favorevoli a quest'unione. Romeo - che crede di trovarvi Rosalina - si autoinvita con gli amici Benvolio e Mercuzio a questo grande ballo mascherato. Scorge Giulietta e resta folgorato dalla sua bellezza cadendo follemente  innamorato di lei; è il colpo di fulmine reciproco. Le si avvicina e l’abbraccia due  volte quindi si ritira. Romeo e Giulietta scoprono adesso  la loro identità reciproca. Disperati  si rendono conto di essersi innamorati  ciascuno del proprio peggior nemico.

 

Al cader della notte, Romeo si nasconde nel giardino del Capuleti. Quindi si avvicina sotto il balcone di Giulietta e le dichiara il suo  amore. Tutti e due fanno a gara nel pronunciare dichiarazioni d’amore appassionate. Perdutamente innamorato,  Romeo si confida il giorno dopo con  fra Lorenzo, il suo confessore. Inizialmente  incredulo, fra  Lorenzo promette tuttavia a Romeo di aiutarlo e di  celebrare il suo matrimonio, nutrendo anche la  speranza di riconciliare Capuleti e Montecchi.

 

Tebaldo  cugino di Giulietta, sfida  Romeo a duello. Ma il giovane - al colmo della felicità e pieno di una simpatia "fraterna" per l’aggressore -  rifiuta di battersi. Mercuzio, il confidente ed amico di Romeo, giovane coraggioso e brillante, si affretta a sostituirlo battendosi contro Tebaldo. Quest'ultimo lo ferisce a morte. Mercuzio muore maledicendo il litigio delle due famiglie nemiche. Romeo vendica la morte del suo amico ed uccide Tebaldo. Romeo ormai ricercato  deve fuggire in esilio.

 

Giulietta è in preda al  dolore. Suo padre,  reso inquieto  dallo stato d’animo della figlia,  decide di accelerarne il matrimonio con il Conte di  Parigi. Il matrimonio avrà luogo il giorno dopo. Giulietta si rifiuta. Suo padre la minaccia: o sposa il Conte, o la disereda. Lei corre da  fra Lorenzo che le propone di bere un filtro che può darle l'aspetto della morta per quaranta ore: credendola morta la chiuderanno nella tomba del Capuleti. Fra  Lorenzo verrà allora con Romeo a liberarla. Il frate  promette di informare Romeo dello  stratagemma. Giulietta accetta il piano. Rimasta sola nella sua camera, beve il filtro. La mattina del giorno dopo la governante la scopre inanimata. Tutta la famiglia piange la morte di Giulietta. Fra  Lorenzo fa sì che  tutto si svolga secondo i suoi piani.
 

A Mantova, dove Romeo è in esilio,  riceve la visita di Baldassarre,  suo servo, che gli annuncia la morte di Giulietta. Ha soltanto un rapido pensiero: procurarsi del veleno e ritornare a Verona per morire accanto alla sua Giulietta. Durante questo lasso di tempo, fra  Lorenzo apprende che un intoppo ha impedito  al suo messaggero di informare Romeo del suo  stratagemma. Decide di recarsi alla tomba del Capuleti per liberare Giulietta. Ma il dramma precipita.
 

Romeo si reca  sulla tomba di Giulietta e vi incontra il Conte di Parigi venuto a portare fiori alla fidanzata  morta. Un duello ha luogo tra i due giovani e il Conte, morente, chiede a Romeo  che accetta,  di adagiarlo vicino a Giulietta. Romeo contempla la bellezza luminosa di Giulietta e l’abbraccia  prima di bere il veleno e morire a sua volta. Fra  Lorenzo è sconvolto nello  scoprire i corpi di Romeo e del Conte  di Parigi. Assiste al  risveglio  di Giulietta e tenta di  convincerla a seguirlo e   andarsi a  rifugiare in convento. Ma Giulietta che scopre il corpo di Romeo mortogli vicino   si pugnala con la spada del suo amante e muore al suo fianco.
 

Il principe, Capuleti, e il vecchio Montecchi si recano al cimitero. Fra  Lorenzo narra loro la storia triste degli "amanti di Verona". I due padri sfiniti dal dolore deplorano quest'odio, causa delle loro disgrazia. Si riconciliano sul corpo dei loro figli e promettono di   erigere alla loro memoria  una statua d'oro puro.

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