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Romeo e Giulietta -
1594/1595
personaggi |
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ESCALO, Principe di Verona
MERCUZIO, giovane parente del Principe e amico di Romeo
PARIDE, un giovane conte, parente del Principe
PAGGIO del conte Paride
MONTECCHI, capo di una famiglia veronese in lite coi Capuleti
DONNA MONTECCHI
ROMEO, figlio di Montecchi
BENVOLIO, nipote di Montecchi e amico di Romeo e Mercuzio
ABRAMO, un servo dei Montecchi
BALDASSARRE, servitore di Romeo
CAPULETI, capo di una famiglia veronese in lite coi Monteccbi
DONNA CAPULETI
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GIULIETTA, figlia di Capuleti
TEBALDO, nipote di Donna Capuleti
CUGINO DI CAPULETI, un vecchio gentiluomo
NUTRICE, serva dei Capuleti, balia di Giulietta
PIETRO, servo dei Capuleti al servizio della nutrice
SANSONE,
GREGORIO, ANTONIO, PENTOLACCIA, Servi: di casa Capuleti
FRATE
LORENZO, FRATE GIOVANNI: dell'Ordine Francescano
Uno speziale, di Mantova, Tre musici (Simon Corda, Ugo Archetto, Giovanni Spartito)
Guardie della ronda notturna, cittadini di Verona, maschere, portatori di torce, paggi, servi
CORO |
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L’amore di Romeo per
Giulietta, decantato dalla
nostra cultura come il più
grande, romantico e
passionale degli amori, alla
luce di un analisi più
attenta del personaggio di
Romeo, non può esimersi dal
risultare che una tremenda
cotta adolescenziale.
Chi innamorato di questo
amore, ne ricerca nella
realtà un correlativo
oggettivo, magari senza il
tragico finale, dimentica
che Romeo si innamora della
sua Giulietta appena qualche
ora dopo aver lamentato il
suo amore non
contraccambiato per una
certa Rosalina, assente
fisicamente nel dramma, ma
fortemente presente nel
dialogo tra lui e il cugino
Benvolio che vorrebbe
invitarlo a dimenticare
nella fase iniziale della
tragedia:
“L’amore è fumo
creato dai sospiri degli
amanti;
se è dissipato è fuoco
che scintilla negli
occhi degli amanti;
se è sofferto è un mare
che si riempie delle
lacrime degli amanti.
Che cos’altro è? Una
pazzia silenziosissima,
un’amarezza che soffoca,
una dolcezza che si
conserva dentro … […]
Toh, mi sono perso, io
non sono qui.
Questo non è Romeo,
Romeo è da qualche altra
parte. […]
Oh, insegnami a
dimenticare […]
Colui che è colpito da
cecità non può
dimenticare
Il tesoro prezioso della
vista perduta.
Mostrami una donna che
sia più bella;
non servirà che come
suggerimento
in cui rivedrò colei che
è di gran lunga più
bella …
Addio, tu non puoi
insegnarmi a dimenticare
“
La figura di Rosalina,
ritorna successivamente nel
secondo atto, quando Romeo è
rimproverato da Frate
Lorenzo che mette in luce la
natura superficiale dei suoi
precedenti sentimenti per
questa ex:
“San Francesco! Che
cosa è questo
cambiamento?
Rosalina, che tu amavi
così devotamente
l’hai dimenticata così
presto?L’amore dei
giovani non sta
veramente nel loro cuore
ma nei loro occhi.[…]
Ma vieni con me, ragazzo
volubile…”
Ma non è soltanto volubile,
Romeo è intelligente, arguto
e capace di battute spinte;
é un giovane alla ricerca di
emozioni forti, senza
capacità di moderazione in
ogni sua manifestazione e
non solo nel suo amore per
Giulietta: si introduce
furtivamente in casa
Capuleti solo per sbirciare
la nuova fiamma, uccide
Tebaldo – cugino della già
moglie- in un momento d’ira,
e credendo Giulietta morta
finisce col suicidarsi solo
per non aver aspettato
ancora un po’ il suo
risveglio.
Romeo è anche un lettore di
poesie d’amore e questo
facilmente porta a dedurre
che nella sua ricerca
tipicamente giovanile del
grande amore, abbia cercato
di emulare l’amore ideale
dei
sonetti tanto in voga
all’epoca e che quindi sia
stato fortemente influenzato
da quel tipo di letture.
Dunque quello che nei secoli
è stato immaginato come il
più grande degli amori é
solo impetuosità giovanile
che già nell’età
elisabettiana era conosciuto
ed identificato con un nome
specifico: “calf love” o
“amore di sbarbatello”.
E Shakespeare ne dà un
esempio nel personaggio di
Romeo: un adolescente che
solo per aver preso una
cotta, in soli quattro
giorni fa scoppiare un
putiferio. Con la
temerarietà tipica dei
ragazzini.
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Romeo e Giulietta -
1594/1595
riassunto |
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L'azione si svolge a Verona dove da anni due grandi famiglie, i Montecchi e i Capuleti, sono consegnati ad un odio inestinguibile (di cui si ignorano peraltro le cause).
Romeo, figlio ed erede della famiglia Montecchi, è innamorato della bella Rosalina e non teme di affrontare a questo riguardo gli scherzi dei suoi amici Benvolio e Mercuzio.
Capuleti, il capo della famiglia rivale si prepara a dare una grande festa per permettere a sua figlia, Giulietta, di incontrare il Conte di Parigi. Quest'ultimo, in effetti, l’ha richiesta in matrimonio ed i genitori di Giulietta sono favorevoli a quest'unione. Romeo - che crede di trovarvi Rosalina - si autoinvita con gli amici Benvolio e Mercuzio a questo grande ballo mascherato. Scorge Giulietta e resta folgorato dalla sua bellezza cadendo follemente innamorato di lei; è il colpo di fulmine reciproco. Le si avvicina e l’abbraccia due volte quindi si ritira. Romeo e Giulietta scoprono adesso la loro identità reciproca. Disperati si rendono conto di essersi innamorati ciascuno del proprio peggior nemico.
Al cader della notte, Romeo si nasconde nel giardino del Capuleti. Quindi si avvicina sotto il balcone di Giulietta e le dichiara il suo amore. Tutti e due fanno a gara nel pronunciare dichiarazioni d’amore appassionate. Perdutamente innamorato, Romeo si confida il giorno dopo con fra Lorenzo, il suo confessore. Inizialmente incredulo, fra Lorenzo promette tuttavia a Romeo di aiutarlo e di celebrare il suo matrimonio, nutrendo anche la speranza di riconciliare Capuleti e Montecchi.
Tebaldo cugino di Giulietta, sfida Romeo a duello. Ma il giovane - al colmo della felicità e pieno di una simpatia "fraterna" per l’aggressore - rifiuta di battersi. Mercuzio, il confidente ed amico di Romeo, giovane coraggioso e brillante, si affretta a sostituirlo battendosi contro Tebaldo. Quest'ultimo lo ferisce a morte. Mercuzio muore maledicendo il litigio delle due famiglie nemiche. Romeo vendica la morte del suo amico ed uccide Tebaldo. Romeo ormai ricercato deve fuggire in esilio.
Giulietta è in preda al dolore. Suo padre, reso inquieto dallo stato d’animo della figlia, decide di accelerarne il matrimonio con il Conte di Parigi. Il matrimonio avrà luogo il giorno dopo. Giulietta si rifiuta. Suo padre la minaccia: o sposa il Conte, o la disereda. Lei corre da fra Lorenzo che le propone di bere un filtro che può darle l'aspetto della morta per quaranta ore: credendola morta la chiuderanno nella tomba del Capuleti. Fra Lorenzo verrà allora con Romeo a liberarla. Il frate promette di informare Romeo dello stratagemma. Giulietta accetta il piano. Rimasta sola nella sua camera, beve il filtro. La mattina del giorno dopo la governante la scopre inanimata. Tutta la famiglia piange la morte di Giulietta. Fra Lorenzo fa sì che tutto si svolga secondo i suoi piani.
A Mantova, dove Romeo è in esilio, riceve la visita di Baldassarre, suo servo, che gli annuncia la morte di Giulietta. Ha soltanto un rapido pensiero: procurarsi del veleno e ritornare a Verona per morire accanto alla sua Giulietta. Durante questo lasso di tempo, fra Lorenzo apprende che un intoppo ha impedito al suo messaggero di informare Romeo del suo stratagemma. Decide di recarsi alla tomba del Capuleti per liberare Giulietta. Ma il dramma precipita.
Romeo si reca sulla tomba di Giulietta e vi incontra il Conte di Parigi venuto a portare fiori alla fidanzata morta. Un duello ha luogo tra i due giovani e il Conte, morente, chiede a Romeo che accetta, di adagiarlo vicino a Giulietta. Romeo contempla la bellezza luminosa di Giulietta e l’abbraccia prima di bere il veleno e morire a sua volta. Fra Lorenzo è sconvolto nello
scoprire i corpi di Romeo e del Conte di Parigi. Assiste al risveglio di Giulietta e tenta di convincerla a seguirlo e andarsi a rifugiare in convento. Ma Giulietta che scopre il corpo di Romeo mortogli vicino si pugnala con la spada del suo amante e muore al suo fianco.
Il principe, Capuleti, e il vecchio Montecchi si recano al cimitero. Fra Lorenzo narra loro la storia triste degli "amanti di Verona". I due padri sfiniti dal dolore deplorano quest'odio, causa delle loro disgrazia. Si riconciliano sul corpo dei loro figli e promettono di erigere alla loro memoria una statua d'oro puro.
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