|
|
|
introduzione |
|

Il
Riccardo II è l'opera che segna il passaggio
graduale e insieme straziante da un'ottica
medioevale ad una più moderna, e infatti è
considerata essere la più tragica tra i
drammi shakespeariani (laddove invece, con
il suo lieto fine, l'Enrico V è considerato
il dramma più vicino alle commedie).
Nel Riccardo II si assiste al passaggio da
una concezione medioevale della regalità, in
cui il sovrano (in questo caso Riccardo) era
tale per diritto divino, per gratia dei, era
l'unto dal signore e re taumaturgo, ad una
visione più moderna della regalità che si
fonda sul consensus gentium.
Da una parte, quindi, un'investitura
dall'alto del potere, il cui simbolo è
appunto Riccardo, dall'altra un'investitura
dal basso, il cui porta bandiera è
l'avversario Enrico di Bolingbroke, futuro
Enrico IV.
Nel dramma shakespeariano risuonano in tal
modo eco di tradizioni passate: da una parte
la teorica sostenitrice del potere calato
dall'alto, cui fanno capo Sant'Agostino e
John of Salisbury, dall'altro i pensatori
che hanno sostenuto teorie in favore del
potere dal basso, tra cui l'empirista
Guglielmo di Ockham. Il paradosso del dramma
è quindi compiuto: un sovrano che ha
ricevuto il potere dall'alto (Riccardo) è
costretto a cadere in basso e a deporre in
favore di Bolingbroke, che, forte del
consenso popolare e della spinta dal basso,
arriva in alto sino al trono. A coronamento
di questa dinamica, intorno alla quale ruota
l'intreccio, stanno tutta una serie di
personaggi metaforici e situazioni allusive
che testimoniano del declino sofferto e
nostalgico dell'epoca medioevale e della
confusione che accompagna questo momento di
transizione. I tre zii di Riccardo, ad
esempio, simboleggiano il medioevo giunto al
suo crepuscolo, laddove invece la celebre
scena dei giardinieri che parlano
allegoricamente del "giardino"
dell'Inghilterra in rovina, fa capire che
l'orizzonte storico sta incentrandosi anche
sui ceti meno abbienti e che la società
presente diviene vieppiù eterogenea e
stratificata.
|
|
|
|
|
|
Riccardo secondo -
1595
personaggi |
|
RICCARDO II,
Re d'Inghilterra
REGINA Isabella,
moglie di Riccardo
Giovanni di GAUNT,
Duca di Lancaster,
zio di Riccardo
Enrico
BOLINGBROKE,
Duca di Hereford,
figlio di Gaunt, poi
Re Enrico IV
Edmondo di
Langley, Duca di
YORK, zio di
Riccardo
DUCHESSA di York,
sua moglie
Duca di AUMERLE,
Conte di Rutland,
figlio di York
DUCHESSA DI
GLOUCESTER,
vedova di Tommaso di
Woodstock, Duca di
Gloucester, zio di
Riccardo
Tommaso MOWBRAY,
Duca di Norfolk
Conte di
SALISBURY
Lord BERKELEY
Sir William BAGOT,
Sir John BUSHY, Sir
Henry GREEN:
favoriti di Riccardo
Sostenitori di
Bolingbroke
Enrico PERCY,
Conte di
NORTHUMBERLAND
Harry PERCY,
detto "Hotspur", suo
figlio
Lord ROSS
Lord WILLOUGHBY
|
Sir Piers di
EXTON
Vescovo di CARLISLE
ABATE di
Westminster
Duca di SURREY
Lord FITZWATER
Sir Stephen SCROPE
Un LORD
Lord MARESCIALLO
Due ARALDI
Due DAME di
compagnia della
Regina Isabella
Un GIARDINIERE
Due AIUTANTI del
giardiniere
Un CAPITANO gallese
Il CARCERIERE della
prigione di Pomfret
Uno STAFFIERE di
Riccardo
SERVITORE di York
SERVITORE di Exton
Nobili, guardie,
soldati, sicari,
persone del seguito. |
|
|
|
|
|
|
Riccardo secondo -
1595
riassunto |
|
Riccardo II (The Tragedy of King
Richard the Second) è un dramma
composto da William Shakespeare
intorno al 1595 e basato sulla vita
del re Riccardo II d'Inghilterra,
ultimo dei Plantageneti. È la prima
parte di una tetralogia, denominata
in seguito enrieide, a cui seguono
le successive tre parti, dedicate ai
successori di Riccardo: Enrico IV,
parte 1, Enrico IV, parte 2, Enrico
V.
La vicenda storica da cui
Shakespeare trae il suo dramma è
quella della ribellione dei Pari
d'Inghilterra, che terminò con
l'abdicazione del monarca e con la
sua morte in prigione, assassinato.
Trama
La trama si apre con un evento già
compiuto che si presuppone come
antefatto (cosa che ha lasciato
molte preplessità nella critica)
cioè la misteriosa morte di Thomas
Woodstock duca di Gloucester, dietro
la quale, secondo alcune illazioni
malcelate, ci sarebbe la mano del re
Riccardo II. Questo episodio è
propedeutico al contrasto tra
Bolingbroke e Mowbray, due Pari del
regno che si imputano a vicenda la
morte di Gloucester. Ne sorge una
contesa che si realizza in una
giostra il cui giudice e garante è
proprio Riccardo.
La
contesa viene interrotta dal re, il quale
decreta l'esilio a vita per Mowbray e un
esilio di 10 anni (poi ridotti a 6) per
Bolingbroke.
Le scene successive mostrano in che modo
Bolingbroke, assetato di rivalsa, sfruttando
come scusa la confisca non prevista dei suoi
beni, ritorna in patria dalla Francia (luogo
dell'esilio), pianificando una sommossa con
l'appoggio del popolo per rovesciare il
trono di Riccardo. Questi, tradito da molti
suoi nobili fidati, inizia a vivere il suo
cammino tragico e sofferto che lo porterà,
non prima di avegli dato più volte la vana
illusione di riuscire a conservare il
potere, ad abdicare in favore di Bolingborke,
a dover leggere le sue accuse pubblicamente
dinnanzi alla Camera dei Comuni,(costrizione
da cui fu poi sgravato per grazia dello
stesso Bolingbroke), all'arresto con
conseguente carcerazione nella Torre di
Londra e, infine, alla morte anch'essa
avvenuta in circostanze misteriose.


Inizio
pagina |
|
|
|