da Il Nodo
“Tutto è bene quel che finisce bene” è
essenzialmente una commedia di viaggio, la
più picaresca fra quelle shakespeariane.
Tutti i personaggi infatti sono presi da una
insolita frenesia di fuga, di spostamento,
di ricerca di luoghi diversi nel tentativo
di cambiare gli avvenimenti che sembrano
inesorabilmente incastrarli.
Solo Elena è determinata nei suoi intenti,
solo lei riconosce chiaramente i suoi
desideri e li persegue con coerenza e
costanza, a volte addirittura con violenza.
Non a caso Shakespeare ha affidato questo
carattere ad un personaggio femminile
giocando così abilmente con il sovvertimento
delle regole e delle aspettative del
pubblico, che si potrebbe attendere coerenza
e determinazione da un personaggio maschile.
Bertram invece è vanesio, sfuggente,
insicuro nei suoi continui tentennamenti, si
lascia influenzare da altri personaggi e
dalle convenzioni sociali più che percorrere
una sua strada. Solo la Contessa di
Rossiglione rinuncia al viaggio e dall’alto
della sua immobilità guarda gli affanni
della gioventù con il disincanto e l’ironia
dell’esperienza.
Il viaggio tuttavia, la fuga dalla realtà,
non porta a niente. I personaggi, in barba
alla realtà geografica, percorrono invano
mezza Europa, partecipano a guerre e a
campagne militari, ma non trovano una nuova
via, non addivengono ad una formazione.
Bertram alla fine sembra cedere al forzato
matrimonio con Elena più per sfinimento che
per vera convinzione cosicché il “Tutto è
bene quel che finisce bene” del finale ha un
vago sapore di rassegnazione, di perdita di
quei sogni che forse solo la gioventù degli
uomini può cullare.
Sarà infine Parolles, l’amorale per
eccellenza, a trarre la morale da tutti
questi viaggi, travestimenti e
smascheramenti : “Non farò più il capitano,
ma potrò mangiare, bere e dormire con l'agio
di un capitano.Sarà un bel vivere
semplicemente come sono.Chi si conosce per
millantatore stia attento a sé: sarà
questione di poco. E chiunque millanti avrà
la parte del ciuco. Arrugginisci, spada;
raffreddatevi bollori; e tu Parolles vivi
sicuro nella vergogna.Ferito di beffa,
fiorisci di beffa. C'è posto e mezzi per
ogni uomo al mondo. E io li troverò.”
Nonostante tutto sarà Parolles l’unico a
poter rinunciare al suo ruolo, a svestire i
panni della maschera, a diventare uomo e non
figura. L’unico a non trovare posto nel
rigido schema di una torta nuziale.
Raffaello Malesci
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