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Personaggi
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LEAR, Re di Britannia
RE DI FRANCIA
DUCA DI BORGOGNA
DUCA DI CORNOVAGLIA, marito di Regan
DUCA DI ALBANY, marito di Goneril
CONTE DI KENT
CONTE DI GLOUCESTER
EDGAR, figlio di Gloucester
EDMUND, figlio bastardo di Gloucester
CURAN, cortigiano
OSWALD, maggiordomo di Goneril
Vecchio, fittavolo di Gloucester
Dottore
Matto
Ufficiale, al servizio di Edmund
Gentiluomo, al servizio di Cordelia
Araldo
Servi di Cornovaglia
GONERIL, figlia di Lear
REGAN, figlia di Lear
CORDELIA, figlia di Lear
Cavalieri al seguito di Lear, ufficiali, messaggeri,
soldati, e servi
Scena: Britannia
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Riassunto
Atto
Primo
Il
dramma si apre con la decisione
del re Lear, stanco e in tarda
età, di abdicare al trono e di dividere
il regno tra le sue tre figlie ponendo
loro un “love test”: la figlia che
dimostrerà di amarlo di più, otterrà la
migliore porzione del Regno. Regan
sposa del duca di Cornovaglia e Goneril
del duca di Albany, sono le prime a
protestare con parole piene di trasporto
il loro amore al padre. Lear è
compiaciuto ed assegna a ciascuna di
esse una parte del regno. Ne conserva
un’ultima, la migliore, per la figlia
più giovane e favorita, Cordelia,
chiesta in sposa sia dal duca di
Borgogna che dal re di Francia. Cordelia,
purtroppo, è poco incline alle falsità e
alle menzogne e non intende per nulla al
mondo comportarsi come le sorelle.
Dichiara perciò semplicemente di amare
Lear tanto quanto una figlia può amare
un padre, avendo sulle labbra ciò che ha
in cuore, non di più, né più di meno (no
more nor less). Lear furioso tenta
di persuadere Cordelia di riconsiderare
la sua risposta, ma senza successo e,
avventatamente, in preda al furore,
decide di non concederle alcuna terra e
di bandirla dal regno, che divide invece
tra le altre due figlie.
Il
duca di Borgogna, pretendente di
Cordelia, perde ogni interesse per
lei, ormai diseredata. Il re di Francia
invece riconosce e apprezza le
virtù di Cordelia e la prende in sposa
anche senza dote. Il leale Kent tenta di
far cambiare opinione a Lear con oneste
e cortesi parole, ma è bandito anch’egli
per aver contraddetto la decisione del
re. Lear decide di andare a vivere con
la figlia più anziana, mantenendo
tuttavia ancora il titolo di “re ” e un
seguito di cento cavalieri.
Segretamente, Goneril e Regan, invece,
già cospirano per impedire a Lear
l’impiego del titolo e l’esercizio del
potere.
Viene introdotta la vicenda parallela (subplot)
di Gloucester.
Il
Conte di Gloucester è vittima anch’egli
di una nefandezza da parte del figlio
bastardo Edmond. Questi infatti
redige una falsa lettera nella quale
coinvolge il figlio legittimo di
Gloucester nonché suo
fratellastro, Edgar, in una cospirazione
per uccidere il padre. Fa sì che
Gloucester “casualmente” legga la
lettera, e, sviluppando ancor più le sue
intenzioni diaboliche, mente a Edgar,
dicendogli che Gloucester è adirato
contro di lui, suggerendogli di
fuggire. Riesce il suo progetto di
mettere l’uno contro l’altro i due
congiunti e in più Edmond guadagna
i favori del padre. Edgar fugge
nella foresta e prende le
sembianze di un mentecatto
chiamato “Poor Tom”.
Dimostrando
il suo valore e la sua lealtà, anche se
grande è stato il torto che gli ha fatto
Lear, Kent ritorna anch’egli sotto
mentite spoglie e chiede a Lear di
prenderlo come servo. Lear accetta,
inconsapevole della sua vera identità e
gli dà incarico di recapitare una
lettera a Gloucester. È chiaro a questo
punto del dramma che Lear pensa di
essere trattato come un re anche se non
ha più la forza per riavere indietro il
titolo. È ciò che gli viene fatto
presente dal buffone di corte, il Matto
in una brutale ma veritiera ricognizione
della sua reale situazione.
In
un confronto con il padre, Goneril manca
di rispetto verso Lear sia come re
che come padre. Rimprovera Lear di
avere al seguito dei cavalieri troppo
chiassosi e gli chiede di ridurne
il numero. Lear furioso convoca i
suoi cavalieri e inveisce contro la
figlia più anziana col fermo proposito
di lasciare la sua residenza e di
raggiungere l’altra figlia. Invia perciò
Kent da Regan per metterla dell’avviso
del suo proposito di raggiungerla. Lear
pensa che certamente l’altra figlia lo
ami di più e che Goneril si
rammaricherà del suo oltraggio una volta
che Regan sarà a conoscenza del fatto.
Al
castello dei Gloucester è di scena
Oswald, maggiordomo di Goneril, che
apertamente manca di rispetto a Lear
insultando Kent, suo messaggero. Anche
Regan e suo marito duca di Cornovaglia,
ospiti di Gloucester, si
aggiungono nel non tener in alcun
conto Kent, che pur sanno messaggero del
re e che anzi fanno mettere in ceppi,
contro il debole parere di Gloucester.
Quando
Lear infine arriva è incredulo nel
trovare il suo uomo in
ceppi. Ne chiede ragione mentre,
concitato, racconta a Regan dell’alterco
con Goneril. Regan non crede a Lear e dà
ragione alla sorella, che nel frattempo
sopraggiunge. Unite le forze le due
sorelle sferrano l’attacco contro il
padre: dimezzi la scorta dei cavalieri,
anzi ne tenga venticinque, dieci,
cinque, anzi nessuno: ne ha proprio
bisogno una volta perso il regno? Lear
capisce il complotto e lancia improperi
alle figlie, le quali
annunciandosi una bufera si
chiudono nel castello lasciando il
vecchio padre all’addiaccio.
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Atto
terzo
Mentre
Kent prende contatti con la corte di
Francia e con Cordelia e va alla ricerca
del re, Lear è da solo nella tormenta, a
invocare gli elementi naturali, tuoni,
lampi, pioggia, vento con la sola
compagnia del MATTO PRIMOn una notte da
tregenda in cui anche i lupi benché
affamati tengono all’asciutto il proprio
pelo senza lasciar la tana. Kent infine
trova Lear e lo porta al riparo verso
una capanna.
Gloucester,
ancora in preda al rimorso per
non aver aiutato il re, confida al
figlio Edmond che andrà in
cerca di lui, per protestargli
fedeltà. Ingiunge anche al figlio di
tenere segreta la sua decisione: ma
Edmond coglie l’occasione
propizia di scalzare definitivamente
il padre, ed è deciso a svelare ai
Duchi, generi di Lear, le intenzioni
del genitore.
Nella
capanna, Lear e il MATTO PRIMOncontrano
Edgar, il Povero Tom colà
rifugiatosi. Lear vedendo il Povero
Tom così conciato rispecchia in lui
la sua disgrazia: certamente
anch’egli è stato ridotto così da
figlie snaturate. Sopraggiunge
Gloucester ed offre riparo a Lear,
che ormai fuori di senno vuol
discutere di filosofia col Povero
Tom/Edgar che Gloucester non
riconosce.
Edmond
trama contro il padre alla corte del
conte di Cornovaglia, mentendo circa
suoi presunti complotti alla corte
di Francia contro il regno di Gran
Bretagna.
In una stanza attigua al castello di
Gloucester Lear ormai del tutto
pazzo inscena un grottesco processo,
col Matto e il Povero Tom, contro le
figlie. Sopraggiunge
Gloucester che convince Kent a
mettere in salvo il vecchio re, a
Dover, poiché ha saputo che è in
pericolo di vita. Lear viene portato
via a braccia.
Il
gruppo dei reprobi, ossia le due
sorelle, Edmond e Cornovaglia,
vengono a conoscenza del
“tradimento” di Gloucester.
Edmond va alla ricerca di
Lear. Entra Gloucester e viene
prontamente arrestato, legato e
maltrattato da Goneril e interrogato
circa le sue presunte tresche col re
di Francia. Il vecchio Gloucester
resiste e viene accecato da Goneril
e Cornovaglia non senza aver ucciso
anche un servo venuto in soccorso
del vecchio Gloucester che invoca il
figlio Edmond, ma ricevendone in
cambio la rivelazione dei
Cornovaglia del suo odio per lui.
Gloucester comprende adesso la
calunnia di Edmond verso il fratello
Edgar e se ne duole con se stesso,
per la sua “cecità” di padre. Esce
Cornovaglia perdendo sangue a
seguito dello scontro col servo.
Atto
quarto
In
una landa deserta si incontrano Edgar e
il vecchio Gloucester ormai cieco
sorretto da un vecchio. I due non si
riconoscono ed Edgar accetta di guidare
Gloucester verso le scogliere di Dover.
Nel
palazzo del duca d’Albany Goneril ed
Edmond uniscono le loro forze contro il
paventato sbarco del re di Francia.
Goneril bacia Edmond di cui è
segretamente innamorata. Entra il
marito, duca d’Albany. Si scontra con la
moglie, cui rimprovera i misfatti
dell’ingratitudine filiale. Entra un
servo che reca una lettera e la notizia
della morte del Cornovaglia a seguito
della ferita. Esce Albany in cerca di
Gloucester, esterrefatto dalle truci
notizie.
Nel
campo dei francesi Kent apprende da un
gentiluomo che Cordelia regina di
Francia è venuta a conoscenza di
tutto, dell’ingratitudine delle sorelle
e della notte all’addiaccio del vecchio
padre. Apprende anche che il vecchio
Lear nei pressi di Dover si rifiuta di
rivedere la figlia per la vergogna e
riceve notizie che
l’esercito britannico
(guidato da Edmond) mobilita per tema
dello sbarco dei nemici del re di
Francia.
Nelle
lande sferzate dal vento nei pressi di
Dover, Edgar perde il controllo di
Gloucester che cerca di suicidarsi
buttandosi da una balza credendola una
scogliera. Sopraggiunge anche Osvald
mandato da Regan che tenta di uccidete
Gloucester, ma viene a sua volta ucciso
da Edgard. Questi entra in possesso di
una lettera di Osvald.
Infine nel campo dei francesi avviene il
commovente incontro fra il re Lear e
Cordelia.
Atto
quinto
Nel
campo britannico Regan chiede
ad Edmond se ama Goneril e se l’ha
posseduta. Gli dice anche che non
sopporterebbe ciò. Amando lo
stesso uomo l’odio tra le due
sorelle diventa strisciante e
infetta ogni loro pensiero, gesto,
parola. Ma Edmondo ha progetti tutti
suoi dove entrambe le donne sono
mezzo e non fine. Entra Edgar che
consegna la lettera di
Osvald ad Albany.
In
una piana tra i due campi nemici
Edgard conduce Gloucester in
attesa che si definisca la
battaglia. L’esito è fulmineo: i
francesi sconfitti, Lear e Cordelia
prigionieri di Edmond. Padre e
figlia nella sventura davanti al
trionfo dei malvagi e del male
trovano parole di affetto.
Nel
campo dei vincitori invece sorge
aspra contesa fra le sorelle da un
lato ed Albany ed Edmond dall’altro.
Il primo dà del traditore al secondo
e gli getta il guanto di sfida. Si
decide di dare un bando per mezzo di
araldo: se c’è qualcuno disposto a
sostenere l’accusa di tradimento
contro Edmond si faccia avanti al
terzo squillo di tromba. Salta fuori
Edgar, deciso alla resa finale dei
conti contro il fratello, che accusa
di tradimento. Si battono. Edmond
cade. Albany chiede che venga
risparmiato. Goneril grida al
tranello: Edmond per il codice
cavalleresco infatti poteva
non battersi con uno sconosciuto.
Albany le fa vedere la lettera di
Osvald, prova dei suoi intrighi.
Goneril non resiste e fugge verso il
castello. Edgar si rivela
infine al fratello morente.
Albany protesta la sua sincera
fedeltà ai Gloucester che Edgar non
ha difficoltà a riconoscergli. Nel
mentre Edgar racconta tutte le sue
sventure - il suo travestimento e
quello di Kent - sopraggiunge un
gentiluomo che riporta la notizia
della morte delle due sorelle: una
ha avvelenato l'altra e poi s'è data
la morte. Sopraggiunge
Kent in tempo per assistere
all’esibizione dei cadaveri delle
due sorelle morte. Edmond morente ha
uno scatto di resipiscenza. Avverte
che un suo precedente ordine
prescriveva la morte per Lear e
Cordelia: per costei aveva ordinato
l’impiccagione camuffata da
suicidio. Ma è troppo tardi. Entra
Lear portando in braccio il corpo di
Cordelia morta. La pena di Lear è
senza fine. Lo strazio esplode e gli
squassa il cuore. Lear muore di
dolore.
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