L’opera (The Winter's Tale) è una
tragicommedia o commedia romantica, ma é
stata considerata a lungo semplicemente una
commedia o una tragedia a lieto fine ed è
una rappresentazione sulla gelosia,
sull’errore e sul tempo.
La
storia narra di Leonte, re di Sicilia, che
ospita nella propria reggia l’amico
Polissene, re di Boemia, e che sospetta ci
sia una relazione tra lui e sua moglie
Ermione, progettando pertanto di
avvelenarlo: egli è nemico a se stesso, è
Iago e Otello insieme.
Camillo, nobile della Corte, trovando
ingiuste le accuse del re, riesce a far
scappare il boemo, fuggendo con lui.
A questo punto Leonte accusa apertamente
Ermione di tradirlo, la fa imprigionare in
attesa del giudizio dell'oracolo di Delfi e
fa esiliare la figlia, appena nata, in terra
lontana senza aiuti, condannandola a morte
certa: eventi che fanno morire di dolore il
giovane figlio Mamilio.

Il responso dell'oracolo scagiona la regina,
ma e' troppo tardi: Ermione e' morta di
crepacuore in carcere e a nulla vale il
pentimento del re siciliano.
La storia si sposta nel Tempo e nello spazio
e ci si trova, a una distanza di 16 anni, in
Boemia.
Perdita, la figlia di Leonte, che e' stata
salvata da dei contadini e allevata da
questi senza sapere le sue nobili origini, è
perdutamente innamorata di Florizel, che e'
il figlio del re di Boemia in incognito.
Polissene, camuffato, segue il figlio di
nascosto sino alla casa di Perdita e,
infuriato con lui per aver tenuto nascosta
la rlazione, gli ordina di dimenticarsi
della ragazza e minaccia di morte i genitori
adottivi di lei.
I due giovani fuggono di nascosto,
consigliati dal fido Camillo, e trovano
riparo proprio in Sicilia.
Qui si svela l'identità di Perdita e si ha
la riappacificazione tra i due re; inoltre
si scopre che Ermione non e' morta, ma é
vissuta in clandestinità, nascosta da una
nobile a lei fedele.
‘Racconto d’inverno’ è stato scritto nel
1611 da uno Shakespeare maturo che, tra
viaggi in mare (la Boemia è bagnata dal mare
in questa finzione teatrale) e salti
temporali, ci conduce all’interno di questa
grande favola con uno sguardo privo di
giudizio, perché raccontare è conoscere,
comprendere.
Governa su tutto la trama del Tempo che crea
e svela l’errore, che mette tutti alla
prova, che ha il potere di ridare senso agli
accadimenti di una vita intera: il Tempo, la
vita più forte delle ossessioni, delle paure
e degli errori degli esseri umani.
‘ [...] La figlia di un pastore e ciò che
la riguarda è l'argomento svolto dal Tempo.
Consentitelo, se prima d'ora avete sciupato
il Tempo; se così non è stato, consentite
che il Tempo v'auguri sinceramente lui
stesso di non sciuparlo mai. [...] ’
Dal punto di vista drammaturgico, ‘Racconto
d’inverno’ è nettamente diviso in due parti:
nella prima ci sono tutti i connotati della
tragedia, mentre nella seconda la trama si
svolge fino al lieto fine.
Il sospetto del tradimento, la richiesta
dell'avvelenamento, l'inimicizia che esplode
tra i due re, vecchi amici, colorano di
tinte fosche il dramma, preparando lo
spettatore ad un epilogo tragico.
Ma nella seconda parte entrano in scena
numerosi elementi che modificano l’intreccio
dell’opera: scene bucoliche e pastorali
vengono allegramente arricchite da canzoni e
danze, nelle quali appaiono anche dei
satiri, personaggi tipici della commedia
antica.
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